Geppino Calicchio: «Questo mare è maledetto Ce l’ho messa tutta per salvare Pasquale»

Scritto da , 19 luglio 2018
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Erika Noschese

«Questo è un mare maledetto. Ti fa entrare ma non ti fa più uscire». Con la voce distrutta, Giuseppe Calicchio, conosciuto ai più come Geppino, bagnino del lido Sunset, racconta il suo tentativo di salvare la vita a Pasquale Lettieri, il giovane 19enne di Rofrano morto annegato – nel pomeriggio di martedì – nello specchio d’acqua antistante la spiaggia delle Saline. Il giovane, infatti, era intento a fare il bagno con un suo amico, nonostante la bandiera rossa, ma non è più riuscito a tornare a riva proprio a causa del mare mosso. «Il mare ancora oggi spinge tanto che il ragazzo non è ancora stato trovato», ha detto ancora Geppino, spiegando di essersi salvato perché in possesso di tutte le dotazioni altrimenti «il mare avrebbe risucchiato anche me». Una scena, quella a cui ha dovuto assistere il bagnino che difficilmente riuscirà a dimenticare: «L’ho visto scomparire dinani ai miei occhi e mai più risalire a galla. Gli altri sono riuscito a salvarli ma lui no, non ce l’ho fatta», ha poi raccontato Calicchio che ha rischiato seriamente di essere risucchiato dal mare proprio nello stesso punto in cui Pasquale è morto annegato: «per fortuna avevo una sorta di marsupio, comprato appositamente perché è il primo anno che lavoro in questo mare ed avevo paura. Io ero dall’altra parte ma l’istinto ha avuto il sopravvento e mi sono buttato in acqua nonostante la bandiera rossa eppure l’abbiamo perso di vista così come lo ha perso di vista anche l’elicottero che lo aveva avvistato a 3 metri dalla riva. Aveva solo 19 anni, poteva essere figlio, non potevo non tentare di salvargli la vita». Pasquale non ce l’ha fatto ma l’amico che era in acqua con lui si: «Il suo amico mi ha abbracciato e ringraziato ma sono cose che si potrebbero risolvere con semplicità: io sono vivo con 68 euro. Quando c’è questo mare bisogna comprare un giubbottino, una muta. Non avevo l’obbligo di entrare in acqua ma la mia coscienza mi ha imposto di farlo», ha raccontato infine il Geppino, ancora visibilmente provato per quanto accaduto. A rischiare la vita in quel momento erano tre persone: Pasquale, il suo amico Manul Gregorio e un altro uomo in difficoltà. Loro sono salvi, Pasquale invece non ce l’ha fatta. E’ annegato proprio mentre Geppino era a pochi metri da lui, gli ha teso la mano, ma l’onda è stata più veloce tanto da allontanarlo improvvisamente, portandolo via per sempre. A rischiare la vita però è stato anche Éric Stauffer, politico svizzero nativo di Caprioli che nonostante il mare in tempesta non ha esitato a lanciarsi per dare una mano al bagnino per tentare di riportare a riva il ragazzo.

Ricerche senza sosta ma del corpo di Pasquale nessuna traccia

Sono ancora in corso le operazioni per tentare di ritrovare il corpo del giovane 19enne morto annegato martedì pomeriggio. La procura di Vallo della Lucania ha già provveduto ad aprire un’inchiesta e le indagini sono coordinate dal tenente di vascello Giampaolo Arcangeli, comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Palinuro, che sta coordinato personalmente i soccorsi. Al momento dell’annegamento, in spiaggia erano presenti numerose persone che sono state ascoltate come testimoni. A poche ore dalla tragedia, sono giunte in spiaggia anche la mamma e la sorella di Pasquale, oltre al sindaco di Centola, Carmelo Stanziola che ha provveduto personalmente all’ospitalità dei familiari del giovane. Il primo cittadino di Centola, ad oggi, sembra essere ancora sotto choc per quanto accaduto, tanto da decidere di non rilasciare alcuna dichiarazione. Stanziola ha però confermato la sua presenza sul posto e l’ospitalità concessa ai familiari del 19enne. «Siamo costernati ed esprimiamo cordoglio alla famiglia». Poche parole quelle pronunciate da Nicola Cammarano, il sindaco di Rofrano presente sulla spiaggia delle Saline dal momento della tragedia.«Del corpo di Pasquale nessuna traccia, continuano ad arrivare le segnalazioni ma tutte puntualmente smentite», ha poi aggiunto il primo cittadino. Gli uomini dell’ufficio circondariale marittimo di Palinuro stanno lavorando fino a mezzanotte quando le ricerche si interrompono per proseguire alle prime luci del mattino del giorno successivo. Il tratto di mare in questione è sorvegliato anche da un elicottero dei vigili del fuoco. Numerose le persone presenti in spiaggia durante le ricerche, in attesa del ritrovamento del corpo del giovane 19enne a cui dare, se non altro, una giusta sepoltura e per permettere a familiari e amici di concedere un ultimo saluto a quel ragazzo, giovane e spensierato che voleva solo godersi l’estate. Intanto, sarebbe stato individuato almeno il punto in cui si troverebbe il cadavere che pare possa essere incastrato tra gli scogli tra i lidi Mijeo e Baia degli Angeli, circa un chilometro a sud dal luogo dove era avvenuto l’annegamento. Il mare sembra essere in procinto di calmarsi e dunque presto potrebbero trovare il corpo su cui potrebbe essere effettuato l’esame autoptico.

La spiaggia maledetta delle Saline, numerosi morti in pochi anni

La spiaggia maledetta. Così potrebbe essere ribatezzata la fascia delle Saline, una delle spiagge più pericolo del Cilento. Quella di Pasquale è solo l’ultima delle morti per annegamento. Tanti, troppi, sono i giovani che hanno perso la vita a causa della potenza del mare. Ma si sa, “il mare è traditore”, non bisognerebbe mai voltargli le spalle. Eppure, ancora una volta, è accaduta una tragedia. La stessa che nel 2007 ha portato alla morte Pietro Maggiolini, un 26enne originario di Brindisi, lanciatosi in acqua per salvare le sue amiche. La causa è la stessa: le forti correnti che impediscono di tornare a riva. Proprio come accaduto 11 anni fa. Anche in quell’occasione il bagnino aveva avvertito: il mare è troppo agitato, bandiera rossa. Rossa, come il colore del sangue, della tragedia che si è consumò in pochi minuti, sotto lo sguardo sconvolto dei presenti. E ancora: 11 agosto 2013. Giuseppe Paladino, noto avvocato di Sala Consilina perse la vita dopo essersi tuffato in mare per salvare alcuni bagnanti. Non sono le uniche tragedie queste. Il 15 luglio dello scorso anno, nello specchio d’acqua antistante la spiaggia delle Saline un 60enne morì annegato a causa di un malore, appena entrato in acqua. Insomma, una spiaggia tanto bella quanto dannato. Perchè si sa, spesso da giovani ci si sente invincibili e poco importa se in spiaggia c’è la bandiera rossa, poco importa del divieto di balneazione o dei rimproveri dei bagnini. A Palinuro sono troppe le tragedie e ancora una volta, la spiaggia delle Saline conquista il più triste dei primati.

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