Geometri truffati, Di Salvatore: «Proveremo a chiarire la vicenda». Il silenzio di Amendola

Scritto da , 8 agosto 2018
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Brigida Vicinanza

Dopo aver effettuato l’iscrizione al Politecnico di Chiasso in Svizzera e dopo aver effettuato i bonifici utili a frequentare il corso accademico per la laurea in ingegneria civile, l’università sparisce senza lasciare tracce e soprattutto senza rimborsare chi si era iscritto per frequentare i 3 anni accademici. Questa la questione sollevata su queste colonne ieri e che riguarda circa 35 geometri salernitani che a quanto pare si sono sentiti truffati. Ma dopo aver capito che la Polisi in realtà era finita nell’oblio, dal collegio dei geometri stipulano una nuova convenzione con l’università privata Pegaso. E qui, i geometri, non solo giovanissimi ma anche con anni di esperienza alle spalle pagano una nuova somma per l’iscrizione per frequentare gli anni accademici utili a conseguire la laurea triennale in ingegneria civile. Dunque, somme pagate due volte, e nessun rimborso. Ma i 35 “truffati” avrebbero voluto almeno una tutela da parte del collegio dei geometri che però non è mai arrivata a distanza di 5 anni dalla stipula del contratto di convenzione con l’università svizzera e poi con quella privata italiana. L’attuale presidente del Collegio Felice Di Salvatore, non avrebbe colpe in tal senso, ma cerca di prendere una posizione in merito, in quanto probabilmente ad essere parte lesa è anche lo stesso Collegio dei geometri: «Non so fino a che punto il Collegio con il presidente dell’epoca avrebbe potuto tutelare gli iscritti – ha dichiarato Di Salvatore – ma fatto sta che è stato da subito tutto fermato quando abbiamo capito che con la Polisi le cose non stavano andando per il verso giusto, ma proveremo a chiarire la vicenda». Dopo il danno anche la beffa per i 35 salernitani, che hanno dovuto pagare due volte l’università per la propria specializzazione, ma molti dopo aver conseguito la laurea hanno addirittura optato per il cambio di Ordine di appartenenza, passando a quello degli ingegneri, soprattutto dopo l’accaduto che sembra aver minato il rapporto di fiducia tra il Collegio e i malcapitati iscritti. A dimostrazione di ciò anche la mancata risposta dell’ex presidente, Franco Amendola, che all’epoca dei fatti firmò proprio la convenzione con l’istituto in Svizzera, contattato telefonicamente non ha voluto dichiarare oltre, non giustificandosi e non prendendo nemmeno posizione se non “contro” la testata giornalistica. Ad oggi però nulla è stato detto sul perchè il Collegio stesso non abbia preso posizione all’epoca dei fatti ma anche in seguito per tutelare l’immagine propria e dei propri iscritti.

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