Gal, 109 milioni di fondi europei a rischio per conflitto d’interesse: pronto esposto all’Anac

Scritto da , 24 luglio 2018
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Erika Noschese

Circa 109milioni di euro di fondi pubblici a rischio a causa di presunte incompatibilità dei sindaci del salernitano che hanno un ruolo all’interno dei Gal, gruppi di azione locale composto da soggetti pubblici e privati allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un’area rurale. A mettere sotto la lente di ingrandimento l’inconferibilità degli amministratori locali impegnati nei Gal gli attivisti di Meet Up Amici di Beppe Grillo Salerno, in procinto di presentare un esposto all’Anac di Raffaele Cantone per far luce sulla vicenda, regolamentata dal decreto legislativo 39/2013. Dunque, il gruppo trasparenza amministrativa ha evidenziato come nell’ambito di partecipate, di società private a controllo pubblico e negli enti pubblici in generale non possono ricoprire incarichi di vertice o incarichi nei componenti di amministrazione, persone impegnate in politica, seppure per un breve periodo. Dallo studio è dunque emerso questa questione di inconferibilità sia in alcune partecipate del Comune di Salerno, sia nel Consorzio Asi che nei gruppi di azione locale. A fare il punto della situazione l’avvocato Francesco Giordano che parla di 109milioni di euro bloccati in Regione Campania perchè i Gal – a livello regionale ne sono coinvolti 14 a livello provinciale, invece, 7 – non avrebbero presentato la dichiarazione di incoferibilità, di incompatibilità che richiedeva lo stesso comitato di selezione della Regione Campania. Da qui, quindi, la segnalazione agli organi di vigilanza e di controllo competenti i quali dovranno seguire la relativa istruttoria. «Attraverso un nostro esposto all’Anac, a cui farà seguito un’interrogazione alla giunta regionale della Campania, intendiamo fare chiarezza su presunti conflitti di interesse in seno ai cosiddetti Gruppi di azione locale (Gal), partenariati pubblico-privati che vantano corsie preferenziali per l’accesso a fondi europei Psr 2014- 2020», ha invece dichiarato il consigliere regionale Michele Cammarano. «Aggregazioni favorite dall’Unione europea in quanto si ritiene così di distribuire soldi a soggetti che rientrino in una strategia territoriale di maggiore efficacia, piuttosto che darli direttamente a singole aziende, enti o associazioni. Viene così demandato ai Gal la selezione di progetti finanziabili e sono i soci degli stessi a ottenere i finanziamenti – ha dichiarato ancora il consigliere regionale – Il conflitto sorge nel momento in cui il presidente di un Gal sia un sindaco di un comune associato allo stesso Gal o un esponente di una qualunque istituzione o ente potenziali percettori di finanziamenti europei. Un paradosso affrontato con il decreto 39/2013, secondo il quale tutti i componenti dei Cda dei Gal devono dichiararsi estranei a conflitti di interesse. Eppure nei Cda dei 14 Gal regionali è lungo l’elenco di inconferibilità e incompatibilità per la presenza di sindaci, assessori ed esponenti di istituzioni regionali». «Dai siti internet dei Gal – sostiene ancora Cammarano – non risulta che alcun amministratore e componente dello stesso Cda abbia prodotto ad oggi dichiarazione di inconferibilità». «Il problema è l’incompatibilità. Infatti non a caso io mi collego al decreto legislativo 39 del 2013 che si rifà alla Corte dei Conti europea nel 2010 che evidenzia proprio l’incompatibilità che sussiste tra un sindaco, allo stesso tempo presidente del Gal. Quindi, si può ben capire l’incompatibilità nello svolgere lo stesso ruolo. Quando un sindaco occupa già una carica non può occuparne un’altra ecco», ha dichiarato invece la senatrice del M5S Felicia Gaudiano. Solo recentemente, il consigliere regionale del Psi, Enzo Maraio aveva presentato un’interrogazione consiliare a risposta scritta proprio circa la criticità per la candidatura dei progetti con una risposta chiara da parte del governatore De Luca che sosteneva la necessità di una verifica da effettuare di volta in volta, per ogni specifico caso anche in base all’incarico conferito.

Ecco gli amministratori locali coinvolti Di Carlo si difende: «Riguarda solo i sindaci»

Gianfranco Valiante, Vincenzo Servalli, Francesco Benincasa, Attilio Romano, Antonio Giuliano, Fortunato Della Monica, Sebastiano Giordano, Carmine D’Alessandro. Sono alcuni dei sindaci della provincia di Salerno che hanno un doppio incarico e finiti all’attenzione dell’Anac dopo l’esposto del Meet Up amici di Beppe Grillo Salerno, per la vicenda Gal che mette a rischio 109milioni di euro di fondi europei. In particolare, a richiamare l’attenzione sono il sindaco di Giffoni Vallepiana, Giuliano, presidente della fondazione Giffoni e del Gal Irno Monti Picentini. Stesso discorso per Valiante, nel Cda del Gal Irno Cavese Terre e Vita in compagnia del sindaco di Cava de Tirreni, Servalli. Romano, primo cittadino di Casalbuono, è il numero uno del Gruppo di Azione Locale Vallo di Diano mentre i sindaci di Cetara, Della Monica, e di Lettere, Giordano, sono componenti del Gal Terra Protetta della Costiera Amalfitana. Due ruoli anche per D’Alessandro, sindaco di Magliano Vetere, Mauro Inverso di Orria, Alfo Lungo di Cuccaro Vetere, Ferdinando Palazzo di San Giovanni a Piro, Nicola Tancredi di Tortorella, Rocco Falivena di Laviano, Vito Sansone di Acerno e Generoso Matteo Bottiglielo di Castiglione del Genovese. Seguono una sfilza di consiglieri comunali, assessori ed ex sindaci di piccoli centri del salernitano. La denuncia del Movimento 5 Stelle, su proposta del consigliere Michele Cammarano e della senatrice Felicia Gaudiano, si basa sulle previsioni del decreto legislativo 39 del 2013 che configura i casi di inconferibilità e incompatibilità d’incarichi di amministratori in enti privati a controllo pubblico. A Salerno sono invece coinvolti il consigliere comunale Horace di Carlo, componente del comitato direttivo dell’Asl di Salerno; l’ex assessore Gerardo Calabrese, presidente Cgs Salerno-Consorzio Gestioni Servizi. Ed è proprio Di Carlo ad aver prontamente chiarito la sua posizione: «E’ una questione che riguarda i sindaci, non i consiglieri comunali. Io, in quanto consigliere comunale, faccio anche parte del consiglio generale dell’Asi e del consorzio non sono io il presidente in più bisognerebbe spiegare che i consorzi sono enti pubblici economici su base consorzile e quindi non c’entrano niente in questa polemica sollevata. Mi riservo per eventuali azioni legali nei confronti di chi ha tirato in ballo il mio nome».

Presunta incompatibilità per doppio incarico, spunta il nome di Alfieri

La vicenda sollevata dal Meet Up Amici di Beppe Grillo Salerno circa la presunta incompatibilità per il doppio incarico a livello politico e nei Gal porta a galla una serie di nomi su cui l’Anac dovrebbe verificare cause di inconferibilità o incompatibilità. Tra questi spicca il nome di Franco Alfieri, a capo della segreteria di Vincenzo De Luca e suo consigliere delegato all’agricoltura, nonché ex sindaco di Agropoli. Alfieri, infatti, oltre ad avere un ruolo di spicco nell’entourage del governatore, è anche uno dei componenti del Consiglio d’Amministrazione dell’agenzia consortile “Magna Graecia Sviluppo Srl” con sede a Capaccio, di cui fanno parte una decina di Comuni della provincia di Salerno. Candidato del Pd sconfitto alle ultime elezioni politiche, il braccio destro del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca è stato sindaco di Agropoli per due legislature e primo cittadino di Torchiara per tre mandati, eletto sempre con esiti plebiscitari. Il suo nome resta legato indissolubilmente a un comizio semi-serio in cui il presidente della Regione, durante la campagna referendaria del 2016, indicò “l’uomo delle fritture di pesce” come modello di “clientela scientifica”. Nel lungo elenco che il Movimento 5 Stelle della Campania ha consegnato all’Autorità di Raffaele Cantone c’è poi il nome del consigliere regionale di Campania Libera, movimento politico che fa capo proprio a De Luca, Nello Fiore, che è anche presidente dell’AsisConsorzio di Reti e Impianti.

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