Fugge dai domiciliari, ma la polizia lo acciuffa: torna in cella Gennaro Caracciolo, tentò di uccidere Del Regno

Scritto da , 26 Marzo 2013
image_pdfimage_print
Era evaso dai domiciliari: è stato acciuffato dagli agenti della squadra Mobile al termine di un rocambolesco inseguimento che ha costretto persino ad interrompere il traffico ferroviario. E’ finito così nuovamente dietro le sbarre del carcere di Fuorni Gennaro Caracciolo, il 31enne salernitano tratto in arresto lo scorso ottobre con Matteo Boccia con l’accusa di tentato omicidio ai danni dell’imprenditore salernitano Eugenio Del Regno. Agli arresti domiciliari è invece finito G.D. con l’accusa di favoreggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. 
Caracciolo aveva il “fiato sul collo” da sabato pomeriggio quando, dopo essere evaso dai domiciliari, gli uomini della Mobile diretti dal vicequestore aggiunto Claudio De Salvo, gli stavano dando la caccia. Il giovane di Cappelle è stato intercettato ieri sulla litoranea in compagnia di un coetaneo. Non appena gli agenti hanno tentato di bloccarlo, Caracciolo si è dato alla fuga. Da qui l’inseguimento: il 31enne ha perso il controllo del motorino all’altezza del “Novotel”, quindi ha proseguito a piedi la fuga con il complice in direzione dell’ex stabilimento Marzotto. 
Qui i due hanno pensato di fuggire attraverso i binari. Un particolare, questo, che ha costretto gli uomini della Mobile a disporre il blocco del traffico ferroviario per impedire che la fuga dei due potesse concludersi in tragedia. Alla fine la bravura degli agenti ha avuto la meglio: Caracciolo e il suo complice sono finiti in manette con l’accusa resistenza a pubblico ufficiale ed evasione (quest’ultima accusa contestata solo a Caracciolo). 
Volto già noto alle forze dell’ordine Caracciolo è salito alla ribalta della cronaca lo scorso ottobre quando, mentre era al regime di semilibertà per un omicidio messo a segno nel ’99, si è reso protagonista di una sparatoria ai danni dell’imprenditore salernitano Eugenio De Regno che aveva “osato” stringere una relazione con la moglie del Boccia. Teatro dell’agguato fu via Pironti, quartier generale del vecchio clan D’Agostino. A premere il grilletto fu Matteo Boccia, 34 anni salernitano con piccoli precedenti penali, mentre Gennaro Caracciolo, era alla guida del mezzo. L’unica “colpa” dell’imprenditore fu quella di “ignorare” l’ordine del Boccia che, in seguito ad una violenta lite con Del Regno, gli aveva ordinato di non farsi mai più vedere a Cappelle, “quartiere” dei due aspiranti killer, dove Del Regno si recava ogni giorno per vendere il pane.  Caracciolo era comunque già da tempo attenzionato dagli inquirenti. Secondo le indagini della squadra Mobile, il 31enne stava tentando di aggregare intorno a sé una serie di giovani per costituire una nuova associazione dedita, in particolare, allo spaccio di stupefacenti.
26 marzo 2013
Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->