Francesco Morra: E’ giunto il tempo di fermare ogni forma di discriminazione

Scritto da , 22 Maggio 2021
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«E’ giunto il tempo di fermare ogni forma di discriminazione e di approvare immediatamente il “ddl Zan». E’ quanto sostiene il primo cittadino di Pellezzano Francesco Morra. Il primo cittadino nel corso di una intervista ha toccato vari temi di grande attualità. Sindaco cosa pensa delle riaperture e del graduale ritorno a una normalità prudenziale? «I dati incoraggianti della campagna vaccinale e la frenata dei contagi stanno permettendo di determinare quali riaperture effettuare in sicurezza. Il nuovo decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 maggio (e firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 18 maggio) prevede una serie di riaperture in zona gialla, un allentamento del coprifuoco per poi eliminarlo completamente. Il provvedimento prevede, inoltre, la riapertura di palestre, centri commerciali e il riavvio delle cerimonie quali i matrimoni. Tutte notizie che fanno ben sperare nella possibilità di un graduale ritorno alla tanto attesa normalità. Ognuno di noi, porterà con se gli strascichi di oltre un anno di sacrifici causati da un’emergenza sanitaria senza precedenti. Le pubbliche amministrazioni, inizialmente prese alla sprovvista dinanzi a un evento così improvviso e invadente, hanno cercato di mettere i dati, supportato dai vari interventi legislativi resi necessari per arginare il contagio. Ma l’arma che ci sta permettendo di uscire fuori dal tunnel sono appunto i vaccini. Superata una prima fase di prevedibile e normale difficoltà, dovuta anche dallo scarso approvvigionamento delle dosi dei vari sieri a disposizione, si è riusciti finalmente a mettere in piedi una imponente macchina organizzativa per la più grande vaccinazione di massa della storia. Ora, si spera anche nella possibilità di utilizzo di un vaccino Made in Italy, che permetterebbe di dare una spinta ancora più vigorosa verso un ritorno a una normalità piena». Rimanendo sui temi di stretta attualità uno dei temi al centro del dibattito istituzionale è quello degli sbarchi di migranti a Lampedusa e in altre coste del Mediterraneo. Secondo lei che risposte può dare la politica? «Assistiamo spesso a numerose partenze di migranti dalla Libia, con barche e gommoni che fanno rotta nel Mediterraneo centrale dirette verso le coste degli Stati dell’Unione Europea in fuga da guerre e carestie nella ricerca di un futuro migliore. La cronaca quotidiana ci racconta di tanti drammi che colpiscono uomini donne e bambini. Sono in tanti, purtroppo, a non farcela tra le centinaia di persone che affidano i loro destini su quei gommoni della vergogna spinti per lo più dai trafficanti di vite umane. I Governi dell’Unione hanno il dovere di instaurare un quadro europeo nuovo e duraturo per gestire l’interdipendenza tra le politiche e le decisioni degli Stati membri e fornire una risposta adeguata alle opportunità e alle sfide dei tempi normali, delle situazioni di pressione e delle situazioni di crisi: un quadro in grado di offrire certezza, chiarezza e condizioni decorose agli uomini, alle donne e ai bambini che arrivano nell’UE e che consenta inoltre agli europei di confidare nel fatto che la migrazione è gestita in modo efficace e umano, pienamente in linea con i nostri valori. Sulla scorta di questi valori, di recente, è stato siglato un nuovo patto che riconosce che nessuno Stato membro dovrebbe accollarsi una responsabilità sproporzionata e che tutti gli Stati membri dovrebbero contribuire alla solidarietà su base costante. La speranza è che questo patto possa trovare il giusto equilibrio nel corso del tempo al fine di evitare le tragedie del mare e trasmettere speranza a tanti migranti». Le violenze in corso in questi giorni fra Israele e i gruppi armati palestinesi sono le più intense dall’ultima guerra combattuta fra le due parti, nel 2014. Negli anni scorsi ci sono stati diversi momenti in cui una grave crisi sembrava inevitabile: le violenze però erano sempre rientrate. Alla base del conflitto c’è un problema di reciproco riconoscimento: la maggior parte degli israeliani ritiene che il legame dei palestinesi con i luoghi della Bibbia non sia forte quanto il loro, mentre moltissimi palestinesi considerano gli israeliani alla stregua di invasori stranieri che non hanno alcun diritto di stabilirsi in una terra che loro abitano da secoli. Ritengo sia indispensabile, in questi casi, un immediato intervento della Comunità Internazionale per agevolare una mediazione di per sé complicata, che se non dovesse essere immediatamente bloccata, rischierebbe di causare molte più vittime di quelle sinora registrate a causa dei bombardamenti di questi giorni. Una tregua non basterebbe. La speranza, ovviamente, è quella di una risoluzione da proporre attraverso un compromesso di carattere politico-istituzionale in grado di soddisfare le esigenze delle parti in conflitto». Un’ultima domanda sul ddl Zan, diventato ormai argomento di conflitto politico all’interno del Parlamento. Cosa ne pensa sindaco Morra? «Basta attese, basta a continui rinvii, basta all’ostruzionismo politico-istituzionale. E’ giunto il tempo di fermare ogni forma di discriminazione e di approvare immediatamente il “ddl zan”, che prende il nome dal deputato Alessandro Zan, promotore della norma che combatte violenze e discriminazioni contro donne, omosessuali e disabili. Il disegno di legge promosso dal deputato Zan è fermo al palo tra le mozioni di cui si pensa di poter fare a meno. Divenuto “vittima” dell’ostruzionismo di alcuni partiti che non paiono gradirlo, rimane lì, in Senato, in attesa di essere inserito nell’ordine del giorno. Eppure, quasi ogni giorno, in Italia e nel mondo, attraverso gli organi di informazione, assistiamo ad inaccettabili ed intollerabili atti di violenza che si perpetrano nei confronti di queste categorie di persone, che risultano tra quelle meno protette dal punto di vista sociale, confermando, in modo incontrovertibile, una evidente emergenza che sfocia in una serie di allarmi collettivi tra cui il calpestamento dei diritti civili, abbinato a una palese violazione dei principi costituzionali. Luigi Carrella

 

 

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