Forza Nuova in piazza, Fiore: «De Luca fa parte della classe grigia»

Scritto da , 26 febbraio 2018
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Adriano Rescigno

«Vedo un Sud che si sta svegliando, non sembra essere più il Sud partististico e delle scorribande di qualche politico». Nonostante i ritornati pinguini la città ospita il secondo e forse ultimo cosiddetto ”big”. Dopo gli applausi a scena aperta raccolti da Luigi Di Maio, vista mare arriva Fiore, leader spirituale e sul campo di Forza Nuova. Con due ore di ritardo dunque Roberto Fiore, candidato premier di Forza Nuova riesce a raggiungere una Salerno blindata e bloccata (si sa, dopo i fatti di Macerata, le ronde e gli scontri in varie piazze calde d’Italia, il termometro della tensione si è alzato e di parecchio –ndr), dove il rosso contro nero non è andato in scena e le forze dell’ordine hanno padroneggiato, a mani basse. Ad accogliere Fiore, nel feudo di De Luca, circa quaranta attivisti in piazza Valitutti con tanto di bandiere sventolate grazie alla bora da circolo polare. Geloni a parte, dopo la Sicilia toccata sabato e Napoli e Benevento nella mattinata e primo pomeriggio di ieri, il candidato premier di Forza Nuova per niente stanco arringa la “folla”. «Una serata fredda metereologicamente ma calda dal punto di vista politico ed attivistico. Ho fatto il giro della Campania e della Sicilia, vedo un Sud che si sta svegliando, non sembra essere più il Sud partitistico e delle scorribande di qualche politico di turno, delle partitocrazie. Mi sembra più cosciente e sono contento di questo risveglio definitivo. Un messaggio organico, chiaro – dice Fiore – che parte dal punto di vista etico alle problematiche del padre di famiglia, all’impatto sociale fino alla difesa dell’identità del popolo italiano. Un programma serio, importante, parliamo di sovranità monetaria, molti programmi che ho letto del centro destra, sono palesemente una copia di quanto noi abbiamo detto per anni e di questo ci fa piacere, quando si vede i propri programmi girare nelle manifestazioni degli altri partiti capisci che si sta vincendo la battaglia delle idee». Fiore si lascia andare anche ad un com- mento sulla vicenda che riguarda Roberto De Luca: «De Luca non è riuscito ad emergere dal compro- messo consociativo tipico delle amministrazioni Pd dalle quali risulta sempre poi una classe politica grigia, un po’ equivoca, che non si sa mai se si comporta in maniera eticamente corretta, mi sembra che questo è il caso». Sul ritornato clima antifascista invece: «Grave, noi non vogliamo assolutamente ri- proporre questa divisione, ormai ci si divide esclusivamente su patria ed antipatria, Italia ed anti Italia, Soros e popolo italiano, De Benedetti e popolo italiano. La partita è banche contro piccole imprese. L’unica divisione che conosciamo è tra patrioti e traditori». Su una possibile liason politica con il M5s la porta è chiusa, almeno per ora, in quanto: «Non ho capito in 10 anni la loro posizione su immigrazione, famiglia in senso tradizionale, sovranità monetaria. Al momento non possiamo giudicare le loro posizioni e decidere».

I tafferugli non scattano. I centri sociali: fiacca resistenza

La paura del contatto tra i ragazzi dei centri sociali e gli attivisti di Forza Nuova era tanta ma al netto dei numeri e di quanto realmente si è verificato, il dispositivo di sicurezza ha funzionato a meraviglia. Via dei principati bloccata, piazza Valitutti bloccata con ogni varco d’accesso traverse incluse sorvegliate a vista, piazza San Francesco presidiata, per tutta la zona del trincerone ferroviario un carabiniere, un poliziotto od un finanziere ogni 10 metri, per il gaudio di chi ha gusto nel vedere le città militarizzate, senza contare la polizia municipale. Presente il questore a coordinare di persona il servizio. Mancava solamente l’impatto scenico dell’elicottero. Perché quella vista ieri sera da parte di chi usa urlare «fascista torna nella fogna», solamente sceneggiata si può definire. Volanti e blindati per bloccare l’accesso alle strade, un cordone di sicurezza di circa 80 agenti il cui compito è stato solamente sospingere oltre la “zona rossa”, o meglio, “nera”, al ridosso dei gradoni di piazza Valitutti, un blocco di una trentina di ragazzi appartenenti ai centri sociali od al mondo della sinistra nemmeno tanto bene organizzati battenti in ritirata al primo sfoggio di scudo e manganello cantando “bandiera rossa”. Nessun oggetto volante, nessun panico e fuggi fuggi, oltre al fastidio per i residenti di ritrovarsi il quartiere bloccato, alcun che di rilevante. “Afflusso”, tra rossi e neri non si arrivava a 60 presenti, insomma la forza pubblica superava di gran lunga per attrezzatura e presenza le due frange messe insieme; e deflusso gestito con la massima calma. Possessori di autoveicoli ringraziano, gestori di lo- cali pure, chi era in auto, forse un po’ meno.

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