Forza Campania presenta il conto a Caldoro: «Azzeri la Giunta, basta assessori tecnici»

Scritto da , 31 marzo 2014
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di Andrea Pellegrino

L’obiettivo sono le Regionali 2015 e Forza Campania presenta il conto a Stefano Caldoro. Ieri, in un affollato Hotel Romeo, i sette consiglieri regionali – con Nicola Cosentino seduto in prima fila – hanno presentato il loro simbolo, ufficializzando la nascita della corrente forzista in Campania. Simbolo che farà bella mostra già il 25 maggio nei comuni in cui – entro questo mese – non si troverà «la giusta sintesi politica all’interno della coalizione di centrodestra e soprattutto dentro Forza Italia». Qui in provincia di Salerno «Forza Campania» è già una realtà a Nocera Superiore e a Sarno. Rispettivamente le trattative sono condotte, nei due comuni interessati dal voto amministrativo, da Italo Canzolino e Franco Annunziata, quest’ultimo già in corsa come candidato sindaco. Ancora si valutano accordi a Baronissi e Battipaglia mentre nei comuni inferiori ai 15mila abitanti qualche “infiltrato” potrebbe trovare posto nelle civiche. Campo libero, invece a Pagani, dove Alberico Gambino, al momento, ha evitato ogni uscita pubblica. «Qui – spiega il consigliere regionale Carlo Aveta – so che Gambino ha deciso di estraniarsi completamente dalla scena politica in attesa di risolvere i suoi problemi giudiziari. Una decisione che merita rispetto come merita rispetto la scelta di Cosentino che, ricordiamo è incensurato, di prendere parte alla vita politica». Ma trattative ci sono anche su Salerno città e ben presto potrebbe essere ufficializzato il nome che traghetterà «Forza Campania» alle prossime amministrative contro la corazzata De Luca. Per ora il movimento regionale conta di sicuro del sostegno dell’altra Carfagna, la cugina dell’ex Ministro alle Pari Opportunità, oltre che della senatrice Eva Longo che da Roma segue sempre più da vicino le mosse dei cosentiniani. Sulle Europee la partita è ancora aperta. Cosentino non si candiderà. Ma probabilmente nessuno di «Forza Campania» ci sarà. Se così fosse sarà «libera tutti» ed ognuno, pur sostenendo Forza Italia, voterà secondo coscienza. In caso contrario il movimento sarà in campo per dimostrare la sua forza. Tra i possibili candidati, di sicuro sarà un parlamentare (del gruppo Gal) e tra questi si parla di D’Anna. Ma Berlusconi resterà il leader indiscusso anche del movimento. I sei consiglieri (Paola Raia, Antonia Ruggiero, Luciana Scalzi, Massimo Ianniciello, Sergio Nappi, Pasquale Giacobbe) resteranno tutti iscritti a Forza Italia, così come Carlo Aveta che proseguirà il suo impegno ne La Destra di Storace. Ma la vera sfida sono le Regionali. E ad un anno dal voto le richieste sono chiare: «Azzeramento della giunta e dimissioni dei consiglieri che sono nominati assessori». In più «maggiore rispetto dei movimenti, delle correnti e dei partiti». «Se non si vuole cedere il passo al centrosinistra – spiega il consigliere regionale Carlo Aveta – le cose devono cambiare». Innanzitutto dice: «Basta con i tecnici in giunta. Non sono loro che il prossimo anno porteranno i voti. Anzi dico di più: s’immagini che l’attuale vicepresidente Guido Trombetti era stato indicato dal centrosinistra. Ancora: non possiamo tollerare che si sblocchi lo scorrimento delle liste, quindi l’ingresso di nuovi consiglieri (portatori di 15mila preferenze minimo) perché ci sono tre assessori – Martusciello, Nugnes e Russo – che sono anche consiglieri regionali». Quindi, sintetizza Aveta, la proposta è «subito una giunta politica che lavori in quest’anno di fine legislatura e maggiore attenzione ai veri problemi della Regione, lasciando stare per un attimo sondaggi a mio avviso poco veritieri, rispetto ai dati Istat che pongono la Campania nelle ultime posizioni per l’erogazione di servizi quali trasporti e sanità». «Se il centrodestra vuole vincere», incalza Aveta, «Caldoro deve abbandonare questa giunta di quattro amici al bar e deve avere più dialogo con i consiglieri e referenti dei partiti. Io da segretario regionale de La Destra e da consigliere ho incontrato Caldoro in privato una volta sola mentre non si contano più di cinque vertici di maggioranza. D’altronde lui ha fatto scomparire tutti i piccoli partiti che hanno contribuito alla sua vittoria».

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