Forte: «Un progetto per ridisegnare l’area delle fonderie, senza le stesse»

Scritto da , 17 giugno 2018
image_pdfimage_print

Matteo Maiorano

«A settembre lanceremo con gli architetti salernitani un progetto per ridisegnare l’area delle Fonderie senza più le stesse, come parco verde per restituire ed indennizzare la popolazione dopo la bonifica a carico dei Pisano». Così Lorenzo Forte dopo la mattinata di ieri, trascorsa al fianco dei bambini al Parco Pinocchio di Salerno. Due ore in cui, con Legambiente e l’associazione “Arcobaleno – Marco Iaculli” hanno sensibilizzato le giovani generazioni sul tema delle Fonderie Pisano. «Oggi è stata una giornata molto importante, abbiamo incontrato la parte debole e le vittime principali dell’avvelenamento, ovvero i bambini. In questo parco, popolato ogni giorno dalle famiglie e da bambini che vengono a giocare nelle giostre in totale spensieratezza, come nelle scuole vicine, arrivano le polveri e la puzza di miasmi intollerabili. Gli stessi bambini ci hanno detto che molte volte durante l’orario scolastico le maestre sono costrette a chiudere le finestre perché l’odore è intollerabile. I miasmi prodotti dalle Fonderie vanno a violare la loro vita». . Sulla questione è intervenuto anche Francesco Morra: «La mia prima uscita pubblica ha riguardato proprio la vicinanza ai comitati. Non deve essere una loro battaglia isolata ma delle istituzioni, dei residenti di Salerno e della Valle dell’Irno. Mi ha toccato da vicino lo studio epidemiologico sul territorio realizzato dall’istituto zooprofilattico che avviò un’analisi su 400 abitanti presi a campione, residenti tra i comuni di Baronissi, Pellezzano e Salerno. Abbiamo fatto di tutto per raggiungere questo numero per dimostrare che c’è un’incidenza anche sulla salute pubblica. La querelle relativa alle Fonderie – prosegue il neosindaco di Pellezzano – è sentita su tutto il territorio, è materia di tutti i giorni grazie all’impegno dei comitati che tengono alta l’attenzione. Creeremo dei tavoli istituzionali affinché si metta la parola fine alla questione, ormai quella zona è totalmente urbanizzata, non ha più motivo di esistere uno stabilimento che negli anni ha solo incassato e non investito sulle nuove tecnologie per quanto riguarda il problema dell’inquinamento, credo che le industrie debbano esistere anche per il ruolo che svolgono in contrasto alla disoccupazione, ma devono essere sostenibili».

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->