Forfait campano di Renzi «Altro brutto segnale»

Scritto da , 30 marzo 2014
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di Marta Naddei

Uno schiaffo pesante quello che Matteo Renzi ha assestato, di fatto, sul volto del Partito democratico della Campania. L’esclusione della regione dal tour programmatico del presidente del Consiglio dei ministri e segretario nazionale del partito – come anticipato ieri sulle colonne di questo quotidiano – ha rappresentato un vero e proprio tacito rimprovero per il “governino” regionale del Pd, ormai in balia di correnti, ricatti, danze di poltrone e accordi che non si trovano. Con Assunta Tartaglione che non sa più dove trovare appigli pur di non scontentare nessuno all’interno di assemblea e direzione. Troppo frazionamento, dunque. Così Renzi girerà l’Italia intera scansando accuratamente la Campania. L’ultimo buco nell’acqua risale alla settimana scorsa, con l’ennesimo rinvio della nomina del presidente dell’assemblea del partito, proprio a causa di spaccature interne divenute ormai insostenibili. Ad invocare un urgente intervento per scongiurare il tracollo totale del Pd in Campania sono il coordinatore regionale della mozione Civati, Gennaro Acampora e il componente della direzione nazionale Marco Sarracino che, appresa la notizia del forfait di Renzi, hanno immediatamente lanciato un appello affinché il Pd Campania possa essere riabilitato. «Abbiamo appreso in direzione nazionale che né Napoli né la Campania saranno tappe del tour programmatico lanciato dal segretario Matteo Renzi – affermano Acampora e Sarracino – L’ennesimo brutto segnale nei confronti della nostra federazione dopo la nomina di ministri e sottosegretari, qualche mese fa. Occorre lanciare un nuovo gruppo dirigente e serve farlo subito». Cosa fare allora? «Convocare l’assemblea regionale per eleggere un presidente e un suo vice che possano rappresentare le due vere e uniche piattaforme culturali che vivono nel Pd – dicono i due – quella liberal e quella social che possano instaurare un nuovo dialogo con quella società civile che oggi guarda da più lontano il Pd, potrebbe essere un inizio oltre che un bel segnale politico. Inoltre proviamo ad aprire una discussione vera su come affrontare le elezioni amministrative in tanti comuni, le europee primo test nazionale ma sopratutto le regionali del 2015 i dove il Pd Campania dovrà costruire sin da subito un tavolo programmatico con il centro sinistra ed indire le primarie di coalizione subito dopo l’estate per partire in una lunga campagna elettorale per ritornare a vincere in questa regione dopo anni». Qualcosa, però, sembra si sia ormai rotto tra il rottamatore fiorentino e la “renzianissima” Campania.

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