Fonderie, i sindacati incalzano: «Allarmanti le posizioni di De Luca e Napoli Ci hanno rassicurato in questi ultimi mesi ed ora hanno cambiato idea»

Scritto da , 17 gennaio 2018
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«Troviamo incomprensibili e allarmanti le posizioni trasmesse in quell’incontro e le dichiarazioni prodotte dal governatore e dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli». A dichiararlo – in seguito all’incontro tenutosi a Palazzo Santa Lucia sulla vertenza fonderie Pisano con il presidente del comitato Salute e Vita Lorenzo Forte – sono le segretarie Fiom e Cgil, in tutte le loro articolazioni, hanno sempre ribadito, nel corso di questa annosa vertenza, la necessità di salvaguardare salute e lavoro e in tal senso si sono mosse in ogni direzione pos- sibile per rendere praticabile la costruzione di un nuovo impianto in altra area industriale. «Questa posizione è stata portata avanti con determinazione da tutte le maestranze, anche nei momenti di massima esasperazione e nel dramma, purtroppo a noi già noto, di un impianto chiuso e di assenza di futuro. Per questo non staremo in silenzio di fronte a dichiarazioni che hanno il sapore di campagna elettorale perché da sempre sosteniamo l’indiscutibile necessità, non più rinviabile, della delocalizzazione della struttura produttiva, quale soluzione per tenere insieme lavoro e salute», hanno dichiarato i sindacalisti, accusando sindaco e governatore di essere in campagna elettorale. «Chiediamo alla politica atti di concretezza che siano in grado di dare risposte ai bisogni dei cittadini e dei lavoratori. Se si sono ac- cumulati ritardi in questa direzione non accettiamo che ricadano solo sui lavoratori e su chi li rappresenta. La Cgil e la Fiom, in tutta la vertenza, hanno compulsato quotidianamente la proprietà e, andando anche oltre il loro ruolo, si sono attivate in prima persona con le Istituzioni per favorire ipotesi delocalizzative richiedendo il massimo impegno proprio alla Regione Campania». E ancora: «E’ intollerabile, dunque, sapere oggi che le posizioni della Regione Campania e del Comune di Salerno sono così distanti dalle nostre, nonostante in questi mesi queste stesse Istituzioni ci abbiamo raccontato e rassicurato sulla fattibilità di quel progetto. Nessuno può pensare che il futuro del lavoro si garantisce con uno stabilimento chiuso. Gli ammortizzatori sono l’ultima spiaggia e funzionano solo quando le attività sono in piedi e non a cancelli chiusi. Questo deve essere chiaro a tutti e non consentiremo che su questo si faccia alcuna propaganda. Avevamo già chiesto a dicembre 2017 un incontro chiarificatore in Regione e ribadiamo l’urgenza dello stesso. Nel mentre, siamo già pronti con le maestranze ad ogni forma di mobilitazione per scongiurare la perdita nella nostra provincia di altri 100 posti di lavoro ed il rischio che un altro impianto industriale scompaia e, addirittura, trovi posto in un’altra Regione».

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