Fiumi di droga dal napoletano per rifornire le piazze salernitane. Capo indiscusso, promotore, finanziatore e organizzatore del gruppo criminale era Raffaele Iavarone il quale dettava le direttive per l’acquisto e la cessione

Scritto da , 17 Luglio 2020
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di Pina Ferro

Parte dei proventi della vendita di sostanze stupefacenti veniva, periodicamente, versato a soggetti che erano sottoposti agli arresti. Smantellato, all’alba di ieri, un sodalizio criminale che si occupava dell’approvvigionamento di droga da cedere poi a vari gruppi presenti sul territorio. Al vertice del sodalizio vi era Raffaele Iavarone. Numerose erano le piazze di spaccio sia nel centro cittadino che nella zona orientale. I fiumi di droga, tra cui cocaina e marijuana, arrivavano dal napoletano. Gli uomini della sezione Antidroga della Squadra Mobile di Salerno, agli ordini del vice questore aggiunto Marcello Castello, coadiuvati dal personale delle Squadre Mobili di Napoli, Verbania e Cosenza, con l’ausilio dei reparti prevenzione crimine di Campania, Calabria e Puglia, di unità cinofili e il supporto aereo di un elicottero, hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Verbania e Cosenza, un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, Gerardina Romaniello, nei confronti di 25 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. A richiedere le misire cautelari è stato il sostituto procuratore della Direzione distrettuale Antimafia presso la Procura di Salerno, Marco Colamonici titolare del fascicolo investigativo. L’attività investigativa ha permesso di acclarare l’esistenza di un sodalizio criminale, facente capo a Raffaele Iavarone, dedito all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish e cocaina per diversi gruppi criminali che gestiscono lo spaccio di stupefacenti nella città di Salerno ed in provincia. Raffaele Iavarone, per gli investigatori era il capo indiscusso, promotore, finanziatore e organizzatore del gruppo criminale; colui che detta le direttive per l’acquisto e la cessione della sostanza stupefacente. Personaggio di grande spessore criminale, con a carico numerosi precedenti penali, non risulta abbia mai svolto alcuna lecita attività lavorativa, traendo i proventi per il suo sostentamento esclusivamente dall’attività criminale. Gli inquirenti lo ritengono, intraneo agli ambienti dello spaccio di stupefacenti da circa 20 anni. Questi, ha mantenuto sempre un tenore di vita basso al fine di non attirare su di se l’attenzione delle forze dell’ordine, provvedendo anche al riciclaggio del denaro attraverso il trasferimento dello stesso su conti intestati a terze persone insospettabili e non a lui riconducibili. Solo raramente, ha partecipato in prima persona a scambi di droga ed accordi per l’approvvigionamento o la riscossione dei soldi per le forniture eseguite. Le attività investigative, svolte anche con opportuni supporti tecnico-scientifici, hanno permesso di documentare le cessioni di sostanze stupefacente attuate dagli indagati direttamente nelle fasi contingenti della loro perpetrazione, oltre che individuare i fornitori, i luoghi di custodia dello stupefacente nonché i relativi acquirenti o spacciatori. Le forniture di cocaina erano assicurate da Hicham Oisfi alias Emilio ed Giuseppe Aquino, residenti a Scafati e Boscoreale, che stabilmente rifornivano il gruppo di Iavarone anche con ingenti quantitativi. L’hashish veniva acquistato a Sarno dal gruppo facente capo a Guglielmo Sirica, con la collaborazione di Emilio Squillante e Domenico Pasquale Sirica. Nel corso delle indagini sono, anche, stati effettuati alcuni ingenti sequestri di stupefacente. In un caso circa 41 Kg di Hashish e successivamente durante un’altra consegna furono sequestrati altri 18 Kg di Hashish. Nel corso delle indagini sono state arrestate 7 persone in flagranza di reato con contestuale sequestro di quantitativi di diverse tipologie di sostanze stupefacenti. In particolare, il 19 giugno 2018, Raffaele Iavarone fu arrestatoonsieme a Luca Vitale e Antonio Cosentino. Dalle indagini emerse che Raffaele Iavarone aveva organizzato l’acquisto di cocaina con alcuni fornitori della zona di Boscoreale. Droga che sarebbe stata rivendutaa spacciatori di Salerno. Dalle intercettazioni emese che il “viaggio” per l’approvvigionamento sarebbe stato effettuato direttamente da Raffaele Iavarone, unitamente a Cosentino e Vitale, con quest’ultimo a bordo di uno scooter per il trasporto della sostanza stupefacente. Iavarone e Cosentino invece viaggiavano a bordo di una Bmw X5, ed avevano il compito di fungere da “staffetta” al motoveicolo. Durante il viaggio di rientro i veicoli furono intercettati e seguiti fino all’ingresso di Salerno, dove l’autista della Bmw X5, (con a bordo Iavarone e Cosentino), accortosi di essere pedinati, effettuavano una brusca manovra di uscita dal tratto stradale, cambiando direzione di marcia. Nacque un inseguimento, durante il quale parte degli equipaggi impegnati cercavano di bloccare l’autovettura, mentre altri inseguirono il motoveicolo, che nel frattempo cercava di guadagnare la fuga. Entrambi i veicoli furono bloccati a Salerno e, in seguito a perquisizione, furono trovati e sequestrati nel vano sottosella dello scooterone due panetti di cocaina per un peso complessivo di 2,160 kg. Nel corso delle indagini emerse che Raffaele Iavarone ha utilizzato, come deposito per l’Hashish, dei locali adiacenti l’abitazione di tale Nicola Attianese. Inoltre è stato accertato che Claudio Tufano utilizzava sia casa do Attianese sia un suo sgabuzzino ricavato nel vano sottoscala dell’androne dell’abitazione, per stoccare la sostanza stupefacente. Il 5 gennaio 2018, gli agenti notarono Attianese nascondere 2 grossi zaini nell’abitazione di Tufano che a sua volta li spostò nello sgabuzzino. Gli agenti intervennero ammanettando Claudio Tufano, in quanto trovato in possesso di 41,890 kg di Hashish e sei pistole, di diverso calibro, alcune prive di matricola e complete del relativo munizionamento. Il sodalizio criminale ha creato una stabile rete di rapporti con numerosi spacciatori collegati a diverse piazze di spaccio di stupefacenti in diverse zone cittadine di Salerno: “centro storico”, Sant’Eustacchio, Canalone, “Villaggio dei Puffi”, Pastena, Torrione, Mercatello, Mariconda. I componenti del sodalizio, ben avvezzi all’attività di traffico e spaccio di stupefacenti, consapevoli della illiceità dei temi trattati, durante le conversazioni telefoniche intercettate hanno adoperato sempre un linguaggio criptico ed utilizzato forme di comunicazioni implicite previamente concordate per evitare di esplicitare il reale oggetto dei loro colloqui. Sono state rilevate anche molteplici utenze telefoniche, fittiziamente intestate a terzi, alcune utilizzate per consentire agli accoliti di comunicare tra di loro con una sorta di “circuito chiuso” in modo da eludere le intercettazioni telefoniche. Inoltre, è stato constatato che l’organizzazione ha disposto di grandi somme di denaro per acquistare rilevanti partite di droga: ne è la conferma il recupero di Kg. 42 di hashish e sei pistole trovati in possesso e custoditi per conto dell’organizzazione da Claudio Tufano, per un valore di circa 50/60 mila euro ed un mancato guadagno di circa 100 mila euro; il recupero di Kg. 18 di hashish per un valore di circa 20 mila euro ed un mancato guadagno di circa 30/35 mila euro; il recupero di Kg. 2,168 di cocaina detenuti da Raffaele Iavarone, Antonio Cosentino e Luca Vitale, per un valore di circa 70 mila euro ed un mancato guadagno di circa 100/120 mila euro. Infine, il sodalizio ha versato periodicamente una quota dei proventi della vendita delle sostanze stupefacenti a soggetti in stato di custodia cautelare come ad esempio a Claudio Tufano. Le misure cautelari In carcere sono finiti: Raffaele Iavarone, 38 anni, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa; Giuseppe Russo, 39 anni, di Salerno; Mario Noschese 48 anni, di Salerno; Nicola Attianese 48 anni, di Pontecagnano Faiano, già detenuto per altra causa; Luca Vitale, 35 anni, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altro; Aniello Romano 34 anni, di Baronissi; 7. Giuseppe Pierno, 39 anni, di Salerno; Ciro Romano 33 anni, di Salerno; Gianluca Vicinanza 31anni, di Salerno; Gerardo Iannone 22 anni, di Salerno; Antonio Pierro 22 anni di Salerno; Fulvio Amato 43 anni, di Salerno; Hicham Oisfi, alias Emilio 36 anni, di Scafati; Giuseppe Aquino 38 anni, di Boscoreale; Guglielmo Sirica, 63 anni, di Sarno; Domenico Pasquale Sirica 30 anni, di Sarno; Emilio Squillante 42 anni di Sarno, domiciliato a Verbania; Claudio Tufano 53 anni, di Pontecagnano Faiano, già agli arresti domiciliari a Scalea per altra causa; Antonio Cosentini 49 anni, di Baronissi; Alessandro Nisi 26 anni, di Salerno, già detenuto per altra causa; Giovanni Langella 38 anni, di Boscoreale, già agli arresti domiciliari a Scafati per altra causa; Massimiliano Placanico, 46 anni, già agli arresti domiciliari per altra causa. Arresti domiciliari per Mauro Natella 28 anni, di Salerno, già detenuto per altra causa; Michele Sica 26 anni, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa; Felice De Martino, 42 anni, di Salerno.

 

Le accuse del pentito Sabino De Maio

Il coinvolgimento di Raffaele Iavarone in un traffico di sostanze stupefacenti sul territorio della città di Salerno, era già stato sottolineato dal collaboratore di giusti\ia Sabino De Maio. E’ quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita, ieri, a carico di 25 soggetti. “Per quanto riguarda l’ingresso del nostro gruppo nell’attività di spaccio anche nella città di Salerno devo dire che questo fu agevolato da Salvatore Di Lieto Raffaele Iavarone e Marco Comunale. Storicamente tutti i soggetti indicati fanno parte del gruppo d’Agostino, anche se per la partecipazione a questo clan mi risulta essere stato  condannato Fabio Iavarone, fratello di Raffaele. Marco Comunale fu da me conosciuto in carcere nel 2008/2009 quando eravamo co detenuti a Fuorni, e poi fu accompagnato a casa mia, a seguito della scarcerazione, da Antonio Procida il vecchio… Raffaele Iavarone, invece, lo conobbi nel 2005 quando si riforniva di stupefacente da Roberto Benicchi, poi avevamo perso del tutto i contatti fino a che questi sono ripresi quando ha avviato una sala giochi a Montecorvino Rovella…”.

soprattutto nel periodo dal 2010 al 2012 ho avuto rapporti con personaggi del salernitano nella duplice veste sia di loro fornitore sia anche di acquirente. Questo rapporto fatto di acquisto e di cessione con i salernitani riguardava soprattutto Matteo Vitale ed il suo gruppo. Tra di noi  non ci sono stati mai problemi e non abbiamo mai fatto la guerra. Anzi in caso di mancanza di droga, come gruppi ci aiutavamo uno con l’altro”. Al magistrato Sabino De Maio spiega anche: “Ribadisco di aver avuto rapporti con appartenenti al clan D’Agostino ed in particolare con Salvatore Di Lieto, Marco Comunale e Raffaele Iavarone….. Mentre Vitale era un mio fornitore, Marco Comunale Salvatore di Lieto e Raffaele Iavarone  erano miei clienti/ acquirenti. Preciso che Raffaele Iavarone acquistava da me circa 10/12 chilogrammi  a settimana di Hashish e cento grammi di cocaina. Raffaele Iavarone non spendeva con noi, espressamente il nome del D’Agostino, ma spendeva il nome di suo fratello Fabio che per noi era un membro del clan D’Agostino”.

Attianese collaboratore di Iavarone fino all’arresto

di Claudio Tufano

Per la vendita dello stupefacente i solidali utilizzavano dei telefoni dedicati le cui sim venivano cambiate spesso al fine di evitare intercettazioni. Solitamente le conversazioni avvenivano quasi sempre attraverso la messaggistica al fine di evitare un eventuale riconoscimento della voce in caso di intercettazioni. Il contenuto degli sms era finalizzato ad appuntamento de visu, in cui gli interlocutori erano attenti a non disgelare sia l’indicazione del luogo dell’appuntamento sia la natura dell’incontro. Nonostante le ampie precauzioni, fin dalle prime fasi investigative, la messaggistica intercettata sulle utenze ha destato grossi sospetti. Il linguaggio era criptico così lo stupefacente diventavano limoni o pacchi Zalando.

nel corso del monitoraggio da parte delle forze dell’ordine è emersa la figura di Gianluca Vicinanza, soggetto, come scrivono gli inquirenti, ben inserito negli ambienti salernitani dediti agli stupefacenti. Dalle indagini è emerso che Vicinanza gestiva lo spaccio nella zona orientale di Salerno ed in particolare nei quartieri di Pastena e Torrione.

L’attività investigativa ha anche permesso di accertare che Nicola Attianese e Mario Noschese avevano il compito di custodire e preparare lo stupefacente: in particolare, il primo si occupava dell’hashish, mentre il secondo della cocaina.

Nicola Attianese è stato un diretto collaboratore di Raffaele Iavarone fino all’arresto di Claudio Tufano (avvenuto il 5 dicembre 2018). Successivamente, Iavarone ha allontanato Attianese in quanto lo riteneva responsabile della grave perdita subita dal sodalizio, ovvero il sequestro di 42 kg cui stupefacente e di 6 pistole trovate in possesso e custodite per conto dell’organizzazione da Claudio Tufano. nel corso delle indagini sono emerse anche le figure di altri due soggetti, noti alle forze dell’ordine, con i quali Raffaele Iavarone programmava un viaggio in Albania finalizzato ad un acquisto di una grossa partita di droga presso una locale organizzazione criminale. L’affare non si concluse a causa della scarsa qualità dello stupefacente.

Gli acquisti di droga a Sarno e con i fratelli Langella

A seguito dell’arresto di Hichan Oisfi si interruppero gli approvvigionamenti di cocaina per cui era necessario trovare nuovi canali. Anche l’approvvigionamento di hashish presso Guglielmo e Domenico Sirica di Sarno, subì uno stop improvviso. E’ in questo contesto che emergono quali futuri fornitori il gruppo di Massimiliano Placanico, come emerge dalle intercettazioni.All’interno del sodalizio vi era una capillare suddivisione dei compiti che andava dalla ricerca dei canali di approvvigionamento fino alla vendita nelle piazze di spaccio. Mario Moschee si occupava di custodire, tagliare e confezionare  la cocaina e di gestire lo spaccio a Pastena. Antonio Cosentino aveva il compito di procacciare dei canali di approvvigionamento del narcotico ad Altavilla Irpina e Boscoreale. Era l’organizzatore logistico del trasporto e il procacciatore di canali per il riciclaggio dei proventi dello spaccio. Nicola Attianese e Claudio Tufano avevano il compito di custodire l’hashish.

A seguito dell’arresto di Hichan Oisfi, Raffaele Iavarone, attraverso l’intermediazione di Antonio Cosentino, riuscì a concludere l’acquisto di una partita di 2,168 kg di cocaina dai fratelli Giovanni e Pasquale Langella.  Poco dopo l’acquisto furono arrestati in flagranza di reato Luca Vitale, Antonio Cosentino e lo stesso Raffaele Iavarone.

 

 

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