Fattura di 21mila euro sospetta all’IFIL. Per Rainone guai in vista

Scritto da , 12 maggio 2018
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Il colpo di scena arriva direttamente in udienza, quando i pm Rocco Alfano e Guglielmo Valenti chiedono al collegio giudicante di acquisire nuova documentazione in merito alla vicenda Crescent. Una richiesta bocciata perfino dal Comune di Salerno che nel processo è parte civile. Ma l’ultima parola arriva alle 15,00 di ieri quando il collegio in prima battuta respinge la richiesta per poi rinviare la decisione e l’eventuale acquisizione alla prossima udienza, ossia al 25 maggio. Il nuovo teorema che l’accusa vuole dimostrare riguarda i rapporti tra la Rcm e i De Luca. Ossia tra i costruttori del Crescent e la Ifil, la società finita in bancarotta che vede tra i coinvolti anche il neo deputato Piero De Luca, primogenito del governatore della Campania. La prova, secondo i pm, una fattura di 21mila euro circa che la Rcm (la società di Rainone) ha emesso nei confronti della Ifil. L’atto contabile è datato 2010 e riguarda una prestazione sui lavori di via Leucosia. Ma nella nuova informativa della Procura che i pm vogliono portare all’attenzione del collegio giudicante ci sono documenti che riguardano sia l’inchiesta sulla bancarotta dell’Ifil (che vede tra gli imputati del processo in corso Piero De Luca) e sia quelli sulla variante di Piazza della Libertà (che vedono come imputato, tra gli altri, anche Vincenzo De Luca). Agli atti ci sono fatture, atti ma anche testimonianze raccolte durante le indagini. Elementi, dunque, che secondo l’accusa potrebbero essere utili in questa ultima fase di dibattimento del processo Crescent. Oltre al 25 maggio, già calendarizzate le prossime udienze: si torna in aula il 15 e 29 giugno ed il 6 luglio. Dopo quest’ultima fase si attenderà solo la sentenza. Con tanto di incubo Severino per gli amministratori pubblici coinvolti nel processo in corso al Tribunale di Salerno.

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