Falsi invalidi, in 65 a giudizio

Falso truffa ai danni dello Stato: in 65 affronteranno il processo a partire dal prossimo 31 marzo dinanzi ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Salerno. Per cinquue delle 70 persone indagate è stato dichiarao il non luogo a procedere si tratta di Vincenzo Senatore, Giuseppe Consalvo, Rita Capuano, Ezia Nisi e Ernestina Rispoli.
La sentenza è stata emessa ieri dal Gup Boccassino. E’, stata invece accolta la richiesta di rinvio a giudizio, formulata dal pubblico ministero Vincenzo Montemurro a carico di: Ida Amabile, Felice Amideo, Nicolino Annunziata, Antonio Armenante, Graziano Avella, Antonello Baldi, Danilo Baldi, Germano Baldi (ex consigliere comunale), Giovanni Baldi (Ex consigliere regionale), Silvano Baldi, Vincenzo Bove, Vincenzo Brescia Morra, Angela Carleo, Renato Caterini, Angelo Cermi, Fiore Cimmino, Maria Antonia Coppola, Mario De Prisco, Domenico Di Biasi, Antonello Esposito, Gennaro Ferrara, Lucia Ferrara, Pasquale Ferrara, Antonella Gaeta (ex consigliere comunale), Giovanna Gaeta, Bernardo Giordano, Pietro Giordano, Diana Guarino, Antonio Gulmo, Massimo Infranzi, Rosa Lamberti, Teresa Lamberti, Giuseppina Lodato, Teresa Lodato, Rosanna Longobardi, Emilia Mannara, Massimo Manzi, Loredana Manzo, Vincenzo Matonti, Antonio Mazzotta (impiegato dell’Inps che avrebbe contraffatto i protocolli facendo risultare visite domiciliari mai avvenute), Helga Maria Rosa Narbone, Gennaro Pagano, Carlo Papa (rettore del Santuario di Cristo Re Liberatore a Cava, che avrebbe perorato la pratica della sorella Rosa, poi deceduta), Vincenzo Pastore, Anna Maria Petrosino, Vincenzo Pierro, Concetta Pirone, Enrico Polichetti (attuale assessore comunale), Giovanna Polizio, Francesco Ragni, Guglielmo Ragni, Nicola Russo, Ferdinando Salsano, Maria Salsano, Mario Salucci, Carmine Saporito, Giuseppe Senatore (del 1941), Giuseppe Senatore, Michele Senatore, Anna Siani, Francesco Saverio Spinelli, Valentina Trapanese, Daniele Trotta, Massimiliano Violante, Vitale Antonio.
Secondo l’impianto accusatorio, l’ex consigliere regionale Giovanni Baldi, avrebbe condizionato l’operato di più commissioni mediche dell’Asl affinchè riconoscessero invalidità inesistenti o, in determinati casi, ne aumentassero la percentuale in modo da consentire l’accesso a ulteriori benefici.
Sempre secondo la Procura il tutto sarebbe stato finalizzato ad aumentare il proprio consenso elettorale e che avrebbe trovato l’ausilio di medici compiacenti, finiti anche loro sotto inchiesta insieme ai presunti beneficiari dell’illecito. L’ipotesi degli inquirenti è quella di uno scambio tra la concessione di pensioni e assegni di accompagnamento e i voti per le elezioni regionali e quelle comunali di Cava de’ Tirreni.
Snodo dell’illecito era la seconda commissione medica di prima istanza per la valutazione delle pratiche d’invalidità a Cava e Vietri, di cui Salucci era presidente e alla quale erano indirizzate le segnalazioni di Baldi.
Nella lista dei rinviati a giudizio figurano alcuni dei componenti dell’organismo (tra cui l’assistente sociale Gennaro Pagano di Nocera Superiore e il neurologo salernitano Vincenzo Brescia Morra) e i pazienti che sarebbero stati favoriti, come l’imprenditore edile Vincenzo Matonti di Cava, che in cambio della concessione dell’invalidità avrebbe eseguito lavori di ristrutturazione in una casa del salernitano Antonio Mazzotta, impiegato dell’Inps che avrebbe contraffatto i protocolli facendo risultare visite domiciliari mai avvenute
Nell’ottobre del 2013, quando scattarono gli arresti, l’ordinanza cautelare raggiunse Baldi e altre otto persone.