False attestazioni: interdetti dal lavoro geologo e imprenditore

Scritto da , 31 gennaio 2018
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Pina Ferro

False attestazioni: interdetti dall’esercizio delle attività professionali e imprenditoriali Francesco Paolo Buonocunto, geologo, e Edgar Cioffi, imprenditore. Il provvedimento, relativo ad un arco di tempo di dodici mesi, è stato emesso dai giudici del Tribunale del Riesame, presieduto da Gaetano Sgroia. A rivolgersi al Riesame era stato il pubblico ministero a seguito del rigetto da parte del Gip della richiesta di interdizione dell’esercizio professionale. Diverse le accuse a carico sia del geologo che dell’imprenditore. Nello specifico, i fatti riguardano il consolidamento di un costone roccioso lungo la statale 163 Amalfitana, nel comune di Conca dei Marini. Nel dettaglio, secondo la Pubblica accusa, avrebbe attestato il falso, in merito al pericolo di crollo di materiale lapideo dal costone roccioso della strada statale amalfitana, in assenza di sopralluoghi e verifiche accertate. In particolare aveva affermato di aver rimosso il pericolo esistente. Dal Comune di Conca dei Marini il geologo avrebbe intascato, un ingiusto profitto di 4500 euro per lo svolgimeninto dell’incarico professionale mai espletato. Quest’ultimo, in collaborazione con Edgar Cioffi, ha indotto così in errore i funzionari dell’Anas, i quali avevano deciso (dopo la comunicazione ricevuta) la riapertura del tratto stradale di Conca dei Marini. Il Sostituto procuratore ha attestato grazie ai tabulati telefonici che il geologo e direttore dei lavori, era assente perché in viaggio verso l’estero. Quanto asserito da Buonocunto è stato quindi comunicato senza i necessari sopralluoghi prodromici nell’area. Il titolare della ditta “Astrea”, Edgar Cioffi, consapevole dell’assenza di Buonocunto, ha provveduto ad inoltrare la falsa attestazione al Comune di Conca dei Marini. Buonocunto, sottolinea il sostituto procuratore, avrebbe così disatteso tutti gli impegni presi, dimostrando indifferenza rispetto all’incarico assunto. Dopo il rigetto da parte del Gip dell’istanza di interdizione, la pubblica accusa ha fatto ricorso ai giudici del Tribunale del Riesame che nella giornata di ieri si sono pronunciati a favore delle motivazioni addotte dal magistrato.

 

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