Faccia a faccia tra associazioni e Asl

Scritto da , 5 settembre 2018
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Vincenzo Senatore

Stamattina una delegazione di associazioni e genitori di bambini autistici incontra il commissario dell’Asl Salerno, Mario Iervolino. Alla riunione partecipa anche il capo del dipartimento di salute mentale, Giulio Corrivetti, che nelle ultime settimane è stato lo sherpa che ha cercato di ricucire lo strappo tra le parti e mettere tutti intorno a un tavolo per trovare una soluzione al problema dell’assistenza e inclusione degli autistici. Il nodo della vicenda è sempre lo stesso: le famiglie chiedono all’Asl Salerno di rispettare i dettami della legga sull’autismo e provvedere a organizzare e gestire un progetto globale, coordinando così anche le attività di Comune e scuola. “Perché – dicono i genitori – se l’autistico non viene assistito in tutti i momenti della giornata secondo un programma strutturato e performante qualsiasi progetto rischia di diventare una perdita di tempo”. Al commissario saranno sottoposti dei punti specifici sui quali associazioni e famiglie non intendono trovare accordi o accettare scorciatoie. L’alternativa è quella di portare il dossier all Procura della Republica, per la parte relativa alle violazioni di legge, e alla Corte dei Conti per quanto concerne lo spreco di risorse pubbliche. Un esempio su tutti: se l’Asl provvedesse a pagare direttamente gli assistenti risparmierebbe circa 20 euro l’ora per ogni autistico, invece col sistema attuale si passa per i centri accreditati che applicano un costo compreso tra 42 e 44 euro l’ora, soldi che servono per coprire le spese di struttura. “Vogliamo fatti, non più parole e promesse”, dicono le mamme e i papà dei giovani autistici. Alle prese, quotidianamente, con ogni sorta di problema e con un sistema dell’assistenza che evidentemente non funziona. Al momento ci si muove lungo tre direttrici: l’Asl, una volta effettuata la diagnosi, manda l’autistico presso un centro accreditato per un programma di assistenza; il Comune di Salerno assegna dei voucher alle famiglie e impone loro di impiegarli presso delle cooperative inserite in un elenco di soggetti accreditati; le scuole non hanno alcun programma coordinato, in alcuni casi addirittura destinano all’insegnamento di sostegno docenti che beneficiano della Legge 104 e che quindi si assentano spesso, non garantendo così continuità educativa all’autistico. Un modello virtuoso è quello dell’Asl di Benevento, che rispetta in pieno i dettami della legge e offre un’assistenza qualificata e completa. “Basterebbe semplicemente applicare quel sistema – spiegano i genitori – per dare un servizio finalmente di qualità ai nostri figli e chiudere qualsiasi scontro o polemica”. Oggi ne sapremo di più. Forse.

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