Facce scure e preoccupazione durante il monologo di De Luca

Scritto da , 12 novembre 2015
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di Andrea Pellegrino 

Facce scure e preoccupazione. Non è la solita conferenza stampa di Vincenzo De Luca con i soliti supporters pronti a regalare sorrisi rassicuranti ed incoraggianti. Questa volta la storia è seria. Al punto che nei corridoi di Palazzo Santa Lucia, lo stesso Fulvio Bonavitacola ai suoi più stretti collaboratori avrebbe mostrato preoccupazione per una vicenda dai tratti ancora oscuri. Vincenzo De Luca, nonostante la gravità delle accuse e l’attenzione nazionale, non concede domande, “concedendo” il solito monologo di una decina di minuti, senza contraddittorio. Una mossa inutile, dunque, quella del governatore che avrebbe potuto affidare il suo pensiero ad un comunicato stampa senza scomodare giornalisti e reporter di tutta Italia. Nel suo breve soliloquio, ostenta sicurezza, attacca, come di consueto, la stampa ma questa volta con in viso un pizzico di preoccupazione in più. Non fosse altro che il presidente della Regione, probabilmente, non ha ancora a disposizione tutti gli atti e i dettagli di una inchiesta che parte da Napoli ed approda a Roma e che vede al centro una commistione tra politica e magistratura. Si professa “parte lesa” ed assicura che «tutelerà la sua immagine e l’istituzione che rappresenta in tutte le sedi».
A quanto pare, tramite il suo legale, avrebbe chiesto già di essere ascoltato dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta capitolina. Su quanto accaduto si riserva di spiegare successivamente il suo pensiero. Oggi «l’autocontrollo e l’inchiesta in corso – dice – non mi permette di andare oltre. Resto un benefattore».
«Eraclito – dice ancora –  ricorda che il carattere è il demone dell’uomo e quindi bisogna mantenersi». «Io considero i controlli di legalità nel nostro Paese un bene per le persone oneste –  spiega De Luca in conferenza stampa – Una funzione essenziale in un paese democratico. E’ un vantaggio, non un fastidio. Sostengo pienamente l’azione della magistratura. Vada avanti con estremo rigore in tempi rapidi. I cittadini hanno il diritto di sentirsi rappresentati da persone per bene». Le preoccupazioni più grosse, afferma, sono legate alla «solita stampa». «Mi preoccupano gli effetti collaterali come il massacro mediatico delle persone e delle istituzioni. Un segno di barbarie nel nostro paese e un oltraggio permanente allo Stato di diritto e alla Costituzione Italiana. Credo di aver dato ai giornalisti italiani più lavoro di Murdoch, mi aspetto di essere nominato cavaliere del lavoro». Sulla sanità, invece, rivendica la sua battaglia. «A Napoli le paludi della clientela politica e del malaffare sono prosciugate. Da Napoli lanciamo la sfida della trasparenza, della correttezza e del rigore amministrativo. Noi e il partito in cui milito siamo protagonisti di questa sfida e non arretreremo di un passo».  Dice De Luca, parlando di «infami speculazioni politiche» di queste ore. «E’ finita la Regione delle clientele politiche – incalza – le nomine sono state istruite dall’ufficio di gabinetto, e io non conosco nessuno di coloro che sono stati chiamati a incarichi di direzione. É cambiato tutto, e cambierà ancora di più». Poi l’annuncio: «Lunedì mattina si riunirà il Consiglio regionale. Approveremo la legge per abolire l’Arsan, un luogo di clientela politica di cui nessuno sentirà la mancanza».
Infine il messaggio: «Keep calm e al lavoro. Io sto facendo training autogeno». In sala c’è parte della sua giunta, con in testa il vicepresidente Fulvio Bonavitacola. Si vedono poi i consiglieri regionali salernitani Enzo Maraio, Tommaso Amabile e Luca Cascone. Ancora il capogruppo di “Davvero Verdi” Francesco Borrelli. Poi il presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Canfora con al suo fianco il secondogenito del presidente, Roberto De Luca, che da giorni segue con attenzione l’evolversi della vicenda.

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