Ezio Bosso: sono in ogni nota

Scritto da , 17 Maggio 2020
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Il compositore e direttore d’orchestra ha ceduto alla grave malattia che lo affliggeva. I social sono esplosi per lui e anche Salerno, ha ricordato la collaborazione con l’Orchestra filarmonica del Teatro Verdi

Di OLGA CHIEFFI

“Sono in ogni nota che ho curato, esisto in ogni nota insieme, alle mie sorelle e fratelli, figli o nipoti, sono ogni nota studiata, suonata e donata, amata perché non c’è nota che non ami, e che non abbia amato”. Questo il testamento spirituale di Ezio Bosso, il pianista e compositore torinese affetto da una sindrome neurodegenerativa che abbiamo imparato a conoscere soltanto dalla sua apparizione sul palco sanremese, quando si presentò lasciando che il suo handicap rimanesse proprio lì dove è giusto che sia, nel pregiudizio altrui. Compositore minimalista autore di pregevoli colonne sonore, ancorché sconosciuto sino a quel febbraio 2016, alla maggior parte degli italiani, in salute fino al compimento dei quarant’anni, il Maestro nel 2011 si ammala ed intesse una lotta all’ultimo sangue con il male che vuole toglierti il tuo corpo, la tua forza, la tua stessa persona, prima di ucciderti. Il Maestro combatte con ogni forza, da cuore Toro, quale era, e arriva sul palco di Sanremo a dimostrare che l’umanità non si spegne a causa di una malattia neurodegenerativa irreversibile. L’esibizione fece molto rumore, tra una platea colpita anche dalla cosiddetta ispirazione del dolore. Ma Ezio Bosso, le sue migliori opere, esibizioni, le ha prodotte quando era fisicamente integro, non certo intaccato dalla malattia 5 opere, 15 lavori per la danza, 18 musiche di scena, 5 sinfonie, 33 lavori per orchestra, 15 pezzi per due strumenti, 11 per trio, 16 quartetti, 15 per strumento solo, 18 per voce e strumenti, 6 per organico misto e 15 colonne sonore tra cui per i film di Salvatores Io non ho paura (2003), Quo vadis, baby?,(2005), Il ragazzo invisibile (2014): composizioni che hanno ricevuto la nomination ai David di Donatello. Grande capacità di comunicare, di entrare rapidamente in relazione con gli altri – e consumata presenza scenica, tanti aforismi nell’ introdurre i brani scelti per il pubblico, lui che  lo salutava con  la celebre frase “la musica come la vita si può fare solo in un modo: insieme”, queste le chiavi di un grande successo.  Anche Salerno piange la scomparsa di Ezio Bosso, avvenuta ieri nella sua casa di Bologna. Bosso è stato uno dei principali protagonisti delle due edizioni di Camera in tour, l’iniziativa attraverso la quale la Camera di Commercio di Salerno aveva creato un connubio tra promozione turistica del territorio e cultura. Un progetto che aveva entusiasmato il maestro che non aveva esitato ad accettare l’invito di dirigere l’orchestra filarmonica del nostro massimo, prima nell’area archeologica dei templi di Paestum  poi l’anno scorso con la replica e la stessa magia all’interno sul palcoscenico allestito alla Villa Matarazzo a Santa Maria di Castellabate. “Esprimo profondo cordoglio, a nome mio personale e della Camera di Commercio di Salerno – dichiara il presidente dell’Ente Andrea Prete – per la prematura scomparsa dell’artista Ezio Bosso. Ho avuto il privilegio di conoscere da vicino il musicista restando conquistato, prima che dalla sua arte, dalla profonda umanità. Ezio Bosso era una persona speciale che trasmetteva energia positiva a chi aveva modo di frequentarlo. Un sentimento condiviso dal pubblico di tutto il mondo, specialmente dai giovani per i quali egli aveva una speciale predilezione. Con Ezio Bosso abbiamo vissuto due momenti meravigliosi, in occasione di Camera in Tour la rassegna di spettacoli itineranti in provincia di Salerno, a Castellabate e nel 2018 in una notte magica ai Templi di Paestum. Il Maestro era in estasi per quella location millenaria, nella quale egli si sentiva in totale armonia. Le migliaia di persone presenti non dimenticheranno mai le emozioni di uno spettacolo che avremmo voluto non finisse mai. Grazie a Ezio Bosso per averci donato la sua vita e il suo genio“. “Oggi ci ha lasciati uno dei più grandi e sensibili compositori del nostro tempo, Ezio Bosso. La scorsa estate ci ha onorati della sua musica in una serata indimenticabile. Lo ringraziamo per le emozioni che ha condiviso con tutti noi su quel palco di Villa Matarazzo. Vogliamo ricordarlo così: Castellabate applaude ancora. Grazie Maestro!” è il ricordo del sindaco Costabile Spinelli. I social, dopo la ferale notizia, sono stati inondati di selfie con Ezio Bosso. Infatti, in quella tre giorni trascorsa a Salerno, nell’ottobre di due anni fa si scatenò la caccia al musicista, per rubargli un selfie illuminato dal suo disarmante sorriso, che riusciva a trasformare, così, la fatidica domanda “perché a me?”, in “perché non a me?”. L’incontro coi giovanissimi musicisti della Scuola Media Monterisi, l’esecuzione della Sinfonia n°1 Oceans, datata 2010, con violoncello solista concertante, e quell’incontro di lingue e storie narrate in musica che è la Sinfonia dal Nuovo Mondo di Dvoràk, la sintesi del weekend salernitano. La sua ultima creatura, la Europa Philharmonic Orchestra, con cui ha eseguito gli ultimi concerti della sua vita, ha scelto giustamente di rimanere in silenzio, non andando ad occupare stolide vetrine. Se noi riusciamo ad agire in modo da suscitare la fiducia degli altri, come riusciva bene ad Ezio Bosso, e al tempo stesso ad avere fiducia negli altri, forse potremo risollevarci dalla nostra condizione che sta cedendo al Nulla. L’invito di Ezio Bosso è  stato sempre quello di rompere il guscio d’isolamento, che non è materiale, ma una volontaria reclusione dell’io. La passione non è la cecità di lasciarsi prendere da un’urgenza, ma patire, cioè vivere profondamente e dare spessore ad ogni azione che si compie, dalla musica, alla parola, ponendo un freno al frenetico correre, in modo da fermarci a riflettere su noi stessi, poichè l’uomo è libero e vive in quanto trascende con il proprio pensiero la stessa vita immediatamente vissuta, quando pensa la Vita.

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