Ex Cirio, s’indaga. Coinvolti in 17

Scritto da , 3 Marzo 2019
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Il Gip Mariaconcetta Criscuolo ha firmato la proroga delle indagini per 17 persone tra parlamentari, politici regionali e locali, imprenditori e professionisti per il mega affare della riconversione dell’ex area Cirio di Castellammare. Sono tutti accusati di corruzione, abuso d’ufficio e traffico di influenze illecite. Si tratta di uno stralcio dell’inchiesta madre “Olimpo” che tiene in carcere da tre mesi l’imprenditore Adolfo Greco “il padre padrone” di politica e imprenditoria di Castellammare e dintorni e una ventina di camorristi dei 4 clan della zona. L’inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Andreana Ambrosino e Rosa Annunziata, vede iscritti nel registro degli indagati oltre ad Adolfo Greco anche i due parlamentari di Forza Italia Luigi Cesaro (nella foto) e Antonio Pentangelo, il consigliere regionale e capogruppo del Pd, Mario Casillo, il suo referente su Castellammare, Gennaro Iovino, dirigente cittadino del Pd e padre del consigliere Francesco, e poi Luigi Greco, figlio di Adolfo ed ex consigliere comunale stabiese, Angelina Annita Rega, moglie di Greco e mamma di Luigi, l’architetto Mario Biondi, commissario ad acta nominato dalla Provincia per esaminare l’istanza della PolGre e accelerare l’iter; Antonio Elefante, ingegnere di origini stabiesi che ha curato il progetto da anni impegnato in penisola sorrentina; l’imprenditore edile Giuseppe Passarelli, che avrebbe curato i lavori per la realizzazione del complesso, il commercialista originario dell’Avellinese, Pierpaolo Limone, che figurava come amministratore della PolGre, Sabato Polese, fratello di Tobia Antonio, il defunto “boss delle cerimonie” del “Castello” La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, Vincenzo Campitiello, Francesco Cesaro, Marcello Ciofalo e Vincenzo Colavecchia.

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