Estorsioni: falsi certificati. Coinvolto medico dell’Asl

Scritto da , 11 novembre 2018
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di Red.Cro.

Un medico compiacente dell’Asl di Salerno aiutava due imputati coinvolti nel processo di estorsioni e usura ad evitare il carcere. E’ l’elemento clamoroso che viene fuori nel corso del processo che si tiene presso il Tribunale di Nocera. La notizia vieni fuori dopo le deposizioni degli ufficiali di Pg che sono stati ascoltati durante l’udienza. Secondo il loro racconto, sarebbe risultata che il medico del professionista produceva certificazioni fittizie per evitare il carcere ad Antonio Davide alias “u messican” e a Raffaele Porpora per fargli ottenere i domiciliari. Un particolare emerso da alcune intercettazioni, su cui si è basata l’udienza del processo che vede alla sbarra la famiglia De Maio-Porpora per un giro di estorsioni e usuraaScafati e Angri nei confronti di persone in difficoltà economiche. Nell’udienza si è parlato anche del tenore di vita degli imputati, in particolare di quello di Elvira De Maio, la vedova del boss Antonino Porpora, ritenuta il capo della banda. Alla donna era stato assegnato una casa popo
lare ma aveva, come hanno dimostrato le indagini auto di lusso e una forte disponibilità economica. Raffaele Porpora, il figlio coinvolto nel processo, aveva venduto un immobile per circa 100mila euro ma dal Comune di Scafati nessun rilievo essendo la cosa vietata per legge. C’è stato poi il racconto delle vittime Spazio anche alle presunte vittime, che hanno raccontato dei tassi di interessi usurari che avrebbero raggiunto anche il 20% in un mese, oltre alle minacce per chi non era in regola con i pagamenti. Tre gli episodi di consegna dei soldi sono stati filmati dalla polizia giudiziaria, che ha relazionato il tutto in flagranza di reato. Sentenza prevista per il 5 dicembre.

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