“Esiste un accordo tra le cooperative e la politica”: ecco i rappresentanti

Scritto da , 27 Ottobre 2021
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di Erika Noschese

Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica che è teso a garantire, alle prime, la continuità lavorativa in cambio di voti da parte di coloro che ne sono formalmente soci ma che in realtà sono loro dipendenti. Vittorio Zoccola, ras delle cooperative sociali, vuota il sacco e ammette il coinvolgimento attivo della politica locale nella vicenda degli appalti truccati. Gli atti, nei giorni scorsi, sono stati disecretati, dopo oltre 15 ore di interrogatorio al quale è stato sottoposto lo stesso Zoccola, attualmente in carcere a Fuorni, assistito dall’avvocato penalista Michele Sarno. Il Ras delle coop svela dunque il Sistema Salerno, raccontando e facendo nomi dei consiglieri coinvolti. “Per meglio precisare voglio dire che sono normalmente i politici, ed in particolare i referenti delle cooperative in consiglio comunale ad indicare le persone da assumere quando vi è necessità di procedere ad assunzioni – ha detto Zoccola dinanzi al Procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli e ai sostituti procuratori Elena Cosentino e Guglielmo Valenti – Le cooperative, dal canto loro, proprio per garantire il mantenimento dei posti di lavoro devono lavorare con continuità”. Dunque ad ogni tornata elettorale ogni cooperativa sostiene il consigliere di riferimento, con un’indicazione di voto che viene data a tutti i dipendenti. Ed è proprio sulla base di questo patto con la politica che entra in gioco Gianluca Izzo e l’audio diffuso su whatsapp pochi giorni prima del voto per le elezioni comunali del 3 e 4 ottobre. A confermarlo è Vittorio, all’anagrafe Fiorenzo, Zoccola che tira in ballo il marito di Alessandra Francese, candidata al consiglio comunale con la lista Progressisti per Salerno e prima dei non eletti. Izzo è infatti amministratore di fatto della cooperativa San Matteo: ai suoi dipendenti aveva chiesto di votare per la moglie, Francese e chiarisce anche la frase “noi per voi ci siamo sempre stati, stateci vicino”: “si riferisce a questo meccanismo”, dice il presidente delle cooperative sociali che fa i nomi dei rappresentati in consiglio comunale: Il Leccio è stata fatta costituire da Dario Barbirotti, allora presidente di Bacino Salerno 2, in precedenza era stato assessore comunale e consigliere regionale. “E’ stato Barbirotti che ha fatto costituire la cooperative e che le ha affidato i lavori alla discarica di Sardone”, ha chiarito Zoccola. La cooperativa Lavoro Vero fa capo a Dario Loffredo, ex assessore al Commercio del Comune di Salerno, tagliato fuori dalla rosa della giunta, dopo lo scandalo degli appalti truccati. “I rapporti con Loffredo si sono instaurati successivamente alla costituzione e si sostanziano nella tutela che questi garantisce alla cooperativa per la continuità del lavoro – ha detto ancora il dominus – Il presidente delle cooperative ha avuto un incarico in un’azienda pubblica anche se non ricordo quale, ha rapporti per altro sicuramente anche con il sindaco Enzo Napoli che sottoscrive la delibera con conferimento di consulenza”. Zoccola chiarisce che “tutelare la continuità significa che Loffredo è l’interlocutore della cooperativa ogni qual volta deve sollecitarsi una delibera che possa favorirla”. Nella cooperativa San Matteo il capo era Gianluca Izzo, cognato del presidente Davide Francese. Il referente di Izzo in consiglio comunale era Dario Loffredo dopo la rottura con i fratelli Ventura. “Nell’ultima campagna elettorale per le elezioni comunali, la cooperativa San Matteo ha sostenuto la Francese, in particolare l’abbinamento Francese Alessandra/Dario Loffredo”, ha detto ancora il dominus delle coop.

 

La posizione dell’ingegnere Luca Caselli rischia di aggravarsi? “Lui era a conoscenza di tutto”

“Caselli era perfettamente a conoscenza del fatto che la forma cooperativa mascherava in realtà un’impresa individuale”. La posizione del dirigente comunale, ora agli arresti domiciliari, Luca Caselli potrebbe aggravarsi ulteriormente dopo le parole di Vittorio Zoccola. Dinanzi al Pm il dominus delle coop spiega dettagliatamente il ruolo dell’ingegnere e il suo ruolo all’interno delle cooperative sociali, smentendo che avessero un unico capo di interesse facente capo a lui. Ciascuna cooperativa rispondeva ad un presidente: Terza Dimensione era guidata da Mariagrazia Mosca che aveva sostituito il marito; Tre SSS era guidata da Lucia Giorgio, moglie di Zoccola ma di entrambe lui era consulente, dal 2017 quando – per motivi fiscali – “mi conveniva poter emettere fattura per le mie prestazioni”, ha chiarito il ras. Il consorzio Solidarietà Salernitana, costituito sette anni fa, era finalizzato infatti unicamente a consentire alle cooperative di partecipare a gare più importanti: la forma giuridica consentiva infatti di tenere conto della somma dei fatturati di tutte le singole cooperative ma il consorzio viene sciolto a fine giugno 2020, dopo che nel decreto di perquisizione veniva fatto riferimento allo stesso come elemento dimostrativo dell’esistenza di un unico centro di interessi. E qui entra in gioco il Comune di Salerno: dopo le prime perquisizioni furono infatti cambiati i rappresentanti legali delle cooperative, quelli che risultavano indagati, perché “non avremmo potuto ottenere nessun appalto. Il Comune non parlò esclusivamente con me in qualità di rappresentante di tutti gli interessati ma ebbe una separata interlocuzione con ciascuno di essi. Personalmente questa necessità mi fu rappresentata da Caselli e dal direttore dei Lavori Ugo Ciaparrone”. Ed è qui che Zoccola conferma che Caselli era a conoscenza di tutto ciò che girava attorno al sistema, messo in piedi proprio dall’uomo, vicino all’amministrazione e a De Luca.

 

Giosué Ventura licenziato dopo 10 anni per colpa del fratello

Nel sistema delle cooperative sociali, i fratelli Ventura Mimmo e Giosuè sembrano giocare un ruolo strategico. Di fatti, la cooperativa San Matteo venne creata con l’appoggio dei fratelli Ventura: la moglie di Domenico Ventura, attuale consigliere d’opposizione in quota Fratelli d’Italia, ha lavorato per 16-18 mesi nella cooperativa ed il fratello Giosué ha svolto nella stessa, per dieci anni, le mansioni di caposquadra fino a quando venne licenziato a seguito dell’intervento di Giuseppe Ventura in consiglio comunale, nel corso del quale si censuravano le modalità di affidamento degli appalti da parte del Comune. Episodio, questo, per il quale Vittorio Zoccola ha sporto querela. Dall’interrogatorio di Vittorio Zoccola emerge anche il “ruolo” chiave di Giuseppe, ex consigliere d’opposizione. A lui si deve infatti il licenziamento di Giosué, impegnato nella cooperativa da 10 anni e cacciato dopo l’intervento in consiglio comunale.

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