Esercizi commerciali sempre più in crisi? Calma piatta nel primo trimestre del 2018

Scritto da , 8 luglio 2018
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Erika Noschese

Calma piatta circa la situazione delle imprese nel primo trimestre del 2018. Stando a quanto riferiscono i dati della Camera di Commercio di Salerno, infatti, nei primi tre mesi del 2018 poche sono le nuove attività iscritte alla Camera di Commercio ma altrettante sono le cessate. Nello specifico, infatti, a risentire maggiormente della crisi economica sono ancora una volta le attività che si dedicano prevalentemente alla vendita di prodotti alimentari e bevande, i cosiddetti negozi di vicinato che si dedicano anche alla vendita di abbigliamento, mobili, piccoli elettrodomestici, ferramenta, cosmetici, solo per citarne alcuni. Medesimo discorso vale anche per i grandi magazzini, commercio al dettaglio di prodotti che variano dall’informatica ai grandi empori. I primi tre mesi del 2018 hanno colpito anche le attività commerciali che si dedicano alla vendita di prodotti per la casa e mobili. Stando a quanto riferiscono i dati della Camera di Commercio di Salerno, a risentire maggiormente sono stati, in questi primi mesi, le attività commerciali di articoli di abbigliamento, cosmetici, articoli di profumeria e di erboristeria. Fino al mese di marzo, dunque, a Salerno sono state aperte 39 nuove attività commerciali ma chiuse 53, segno di una crisi ancora evidente che non riesce a far tirare un sospiro di sollievo ai commercianti su cui pende sempre più spesso l’ombra della saracinesca definitivamente abbassata. Allarmanti sono invece i dati dell’ultimo trimestre del 2017 quando, solo in città hanno abbassato definitivamente le saracinesche ben 60 attività e solo 30 hanno deciso di provare ad avere futuro nel mondo del commercio. Sempre troppo poche sono le nuove iscrizioni alla Camera di Commercio. A volerci provare, nonostante le evidenti difficoltà, sono i titolari di esercizi commerciali che si dedicano alla vendita di abbigliamento e i negozi di vicinato che si occupano prevalentemente di prodotti alimentari, bevande, prodotti ortofrutticoli, ittici e simili. Gli stessi, insomma, che decidono di chiudere perché impossibilitati a fronteggiare l’emergenza o ad evolversi stando al passo con i tempi seguendo, dunque, l’orma dell’era digitale. Delle 60 attività chiuse, la stragrande maggioranza riguarda ancora proprio il mondo dell’editoria con gli esercizi commerciali che si occupando della vendita di giornali e articoli di cartoleria e, ancora una volta, i negozi che si occupano della vendita di abbigliamento, di materiale per ottica e fotografia e oggetti d’arte, compreso quelli di arredamento per giardini che sembrano essere ancora in crisi.

390 negozi chiusi nel salernitano in soli 4 mesi: è allarme crisi economica

Dati altamente allarmanti anche quelli che provengono dalla provincia di Salerno dove, sono nell’ultimo trimestre del 2017, hanno chiuso definitivamente i battenti circa 390 esercizi commerciali, a fronte di 203 nuove iscrizioni alla Camera di Commercio di Salerno. Sono stati, infatti, ben 40 i negozi di vicinato che hanno abbassato le saracinesche a causa delle varie difficoltà riscontrate, tra cui quella di tipo economico, a fronte di sole 16 nuove attività commerciali che hanno deciso di aprire nel salernitano. Non è andata meglio anche per i negozi specializzati nella vendita di carni o prodotti a base di carne così come per chi decidere di dedicarsi alla vendita di prodotti alimentari che, contro ogni previsione, sembra essere il settore più in crisi sia a Salerno città che in provincia. Troppi, i negozi che decidono di chiudere e troppo poche le nuove attività commerciali che hanno portato ad una vera e propria crisi del settore. Non va meglio, neanche in provincia di Salerno, per quanto riguarda il settore della vendita di articoli per la casa o per quanto riguarda la vendita di giornali e articoli per la cartoleria in generale. Circa 390 sono state infatti le attività commerciali che in provincia di Salerno hanno definitivamente detto addio al commercio mentre solo 203 sono le nuove attività registrate alla Camera di Commercio locale. L’abbigliamento è ad oggi il settore più in crisi tanto in città quanto in provincia e lo stesso discorso vale anche per i prodotti tessili e le calzature e la vendita ambulante di altri prodotti. Insomma, mentre il 2018 sembra non aver procurato eccessivi danni, il 2017 sembra essere stato ancora una volta penalizzato dalla crisi economica.

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