Esegue una consulenza di parte e la consegna all’imputato

di Pina Ferro

Effettua delle inclusioni relative a dei reperti istologici prelevati nel corso dell’autopsia di un paziente e consegna la consulenza e le inclusioni all’imputato nel procedimento penale in corso. Una procedura assolutamente anomala che ha scaturito l’indignazione dei legali dei familiari del paziente deceduto a seguito di un intervento chirurgico. Gli avvocati Pierluigi Spadafora e Lucia Miranda presentano una memoria denuncia al procuratore della Repubblica presso il tribunale di Vallo della Lucania Antonio Ricci ed al Sostituto procuratore Vincenzo Palumbo. Le parti di tessuto in questione, erano quelle prelevate nel corso dell’esame autoptico sul corpo di Michele Alfano deceduto a seguito di un intervento bariatrico (riduzione dello stomaco) eseguito presso la clinica Cobellis di Vallo della Lucania. Tra gli imputati vi è anche il dottor Luigi Cobellis. Le anomalie riscontrate dai legali che rappresentano i familiari del 40enne deceduto dopo l’intervento chirurgico.  sono diverse e le hanno messe “nero su bianco” nella denuncia presentata. Il 22 febbraio, spiegano i legali, il medico legale della procura aveva fissato sulla piattaforma Tems una videoconferenza, per dare inizio alle operazioni peritali con un confronto tra i consulenti nominati dalle parti. All’incontro presero parte anche i due difensori della famiglia. Nel corso della videoconferenza il medico legale della ha esposto di aver ricevuto,nella stessa data, da parte del legale del camice bianco, una comunicazione in cui veniva evidenziato, giusta autorizzazione del Gup, che le inclusioni relative ai reperti istologici dell’autopsia effettuata sul cadavere di Michele Alfano erano state consegnate ad un dipendente della Casa di Cura Cobellis che a suo volte provvide a farle avere al medico legale di parte  per una consulenza. Consulenza che il medico legale effettuò e che consegnò nelle mani dell’imputato al quale avrebbe consegnato anche le inclusioni. “Tuttavia nè il dottor Cobellis nè i suoi collaboratori sono riusciti a rintracciare le inclusioni esaminate dal medico legale”. Le risultanze dei reperti istopatologici costituiscono un fondamentale elemento di prova, sul quale verte la discussione della responsabilità penale degli imputati. Per gli avvocati la dispersione di tale mezzo di prova, oltre ad essere un fatto gravissimo presenta evidenti profili di reità “per le modalità del tutto anomale con le quali si è esplicata. Se i reperti non saranno rinvenuti si configurerebbe un’ipotesi di reato a carico di coloro i quali abbiano disperso gli stessi. Michele Alfano, 40 anni, residente a Capaccio Paestum, è morto a causa di una peritonite causata dalla lacerazione dello stomaco. Il decesso è avvenuto nella clinica privata di Vallo della Lucania, giovedì 17 novembre 2016. È stata l’autopsia, ordinata dalla Procura della cittadina ed eseguita il 23 novembre, a chiarire perché Michele è morto. Aperta l’inchiesta furono notificati gli avvisi di garanzia. Ora nel corso del procedimento vengono riscontrate le anomalie da parte dei legali dei familiari del 40enne.