Escluso e querelato, i dem non perdonano Pisapia

Scritto da , 19 maggio 2018
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Adriano Rescigno

Dopo essere stati tacciati di aver ordito il complotto ai danni di Cambia Pellezzano usufruendo dei “poteri forti” ed urlando alla morte della democrazia scatta dunque la querela per l’ormai ex candidato sindaco Giuseppe Pisapia che naufraga nel mare magnum della burocrazia insieme ai sogni di riconquista di Palazzo di Città dopo la sentenza di mercoledì del Tar salernitano che accoglie la tesi della sottocommissione elettorale che ha bocciato nel pomeriggio dello scorso 12 maggio la lista “Cambia Pellezzano”. «Ci eravamo promessi di non intervenire su questa vicenda, ma, purtroppo, le espressioni utilizzate da Giuseppe Pisapia, candidato sindaco escluso dalla competizione elettorale delle amministrative di Pellezzano, ce lo impongono», tuona così il segretario proviniciale dem Enzo Luciano. «Esse fanno confusione, dovuta all’impossibilità del Pisapia di giustificare ai suoi concittadini il fallimento suo personale e del gruppo dirigente che ha sostenuto il progetto “Cambia Pellezzano”, miseramente naufragato ancor prima dell’inizio della campagna elettorale; atteggiamento proprio di una politica incapace che ha evidentemente contraddistinto la passata consiliatura». Affidando l’azione legale all’avvocato Cacciatore, Luciano conclude: « Sono accuse molto gravi, quelle che il Pisapia rivolge ingiustificatamente ed ingiustamente al Partito democratico, reo – secondo la sua ricostruzione farneticante – di aver avuto un “ruolo determinante” nella esecuzione di un “complotto”, di un “disegno strategico” in cui non ben identificati “poteri forti” avrebbero determinato le sorti sciagurate del suo progetto». Sul tema interviene anche il candidato sindaco Francesco Morra, leader di “Impegno Civico”. «In democrazia, le regole non sono un elemento di contorno, il cui rispetto è peculiarità distintiva per chiunque intenda mettersi al servizio della collettività. La notizia rafforza la decisione da noi operata all’atto della sfiducia proposta alla passata amministrazione allorquando il cammino verso percorsi approssimativi e superficiali su cui procedeva buona parte del gruppo Cambia Pellezzano ci indusse a dire basta ad un percorso improvvisato e non più condivisibile. A noi non resta che prendere atto dell’ennesimo scivolone in cui si cade e per il quale alcun “tradimento” può essere opposto quale giustificazione da dare alla cittadinanza invece di una seria presa d’atto delle reali ragioni del fallimento di un progetto».

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