Epidemia e omicidi colposi, arrestati i gestori di una casa di riposo In manette Nicola Ramagnano e Romina Varallo di Polla

Pina Ferro

 

Ventidue omicidi colposi, epidemia colposa e circonvenzione d’incapaci. Queste le accuse a cui dovranno rispondere i titolari della casa di riposo “Casa Alloggio Ramagnano Nicola” con sede a Marsicovetere, in provincia di Potenza. In manette, ieri mattina, sono finiti Nicola Ramagnano, 50 anni  e Romina Varallo 45 anni residente a Polla. Le manette sono scattate  al termine delle indagini coordinate dalla procura di Potenza e delegate al Nas (Nucleo antisofisticazione dei carabinieri). L’inchiesta aveva preso il via a seguito del decesso di un’anziana ospite della casa alloggio avvenuto nel mese di settembre 2020 per Covid. Subito dopo,  sono stati registrati altri 21 decessi per la medesima causa, 17 ospiti di Marsicovetere e 5 della casa di riposo San Giuseppe di Brienza, gestita dalle suore missionarie catechiste del Sacro Cuore, presso la quale era stata trasferita “abusivamente” (non fu effettuato nessun tampone) un’ospite della struttura in cui si era sviluppato l’originario focolaio epidemico. Le indagini, condotte con l’ausilio anche di intercettazioni, pedinamenti, ispezioni dei luoghi, acquisizione di documentazione sanitaria e ascolto di parenti degli anziani e dei dipendenti della struttura, hanno permesso di appurare “un quadro di assoluta inadeguatezza della struttura” secondo quanto sostenuto dal procuratore Francesco Curcio. La casa alloggio ospitava un numero almeno doppio di persone fragili (49 invece di 22): gli anziani, tra cui anche non autosufficienti, venivano “depositati in ogni angolo della casa, compresa la sala mortuaria”. I carabinieri hanno trovato anche documentazione falsificata rispetto alla registrazione in entrata e uscita e hanno riscontrato una “mancanza totale di dispositivi di protezione individuale, per cui i dipendenti erano obbligati a proteggersi a spese proprie”. Nonostante il sequestro della casa alloggio di Marsicovetere, i due avrebbero usufruito “abusivamente” di altre due strutture di accoglienza, poi sottoposte a chiusura. Un anziano ospite in stato di infermità, infine, sarebbe stato indotto a predisporre atti patrimoniali in loro favore. 

!Più che un focolaio, è stato un altoforno. In pochi giorni sono morte più della metà delle persone presenti in una struttura”.  Ha dichiarato il procuratore capo di POTENZA, Francesco Curcio, nel corso della conferenza stampa sull’arresto dei due soci titolari e gestori della casa alloggio per anziani di Marsicovetere. Alla conferenza ha partecipato anche il tenente colonnello Vincenzo Maresca, comandante del gruppo tutela per la salute di Napoli dei carabinieri. Secondo gli inquirenti, è stato accertato “il nesso causale” tra i decessi e la gestione priva di qualsiasi attenzione alle regole e ai protocolli anti-contagio nella struttura di Marsicovetere. Oltre all’affollamento della struttura e alla mancanza di dpi, Curcio ha rimarcato che “otto inservienti su 10” anche se positivi prestavano assistenza agli anziani che non erano positivi, e in questo modo “continuavano a infettare”. La struttura è stata messa sotto sequestro il 2 ottobre, dopo la morte di cinque anziane. Dopo il provvedimento giudiziario, gli ospiti della casa di riposo di Marsicovetere, in quel momento 35 di cui 33 positivi, sono stati presi in carica dall’azienda sanitaria della provincia di POTENZA (Asp) e trasferiti presso una struttura sanitaria a POTENZA. Il numero dei decessi, però, ha continuato a crescere. Le indagini si sono svolte con intercettazioni telefoniche, servizi di osservazione controllo e pedinamento, ispezione dei luoghi, acquisizione di cartelle cliniche e documentazione sanitaria e consulenze tecniche. Sono stati ascoltati i parenti degli anziani ospiti e i dipendenti della casa alloggio. In questo modo sono stati raccolti i gravi indizi per 22 omicidi colposi, epidemia colposa e pure per circonvenzione d’incapace.