Enrico Bisogni confida a Sabino De Maio le modalità della trucidazione durante la codetenzione in carcere

di Pina Ferro

L’esistenza di un patto criminale tra Enrico Bisogni e Luigi Di Martino trova riscontro da parte degli investigatori nelle intercettazioni relative all’incontro avvenuto tra i due il 3 novembre del 2017, durante il quale i due manifestarono grande affiatamento, si scambiavano battute criptiche chiaramente allusive a interessi criminali comuni, commentavano con asprezza la scelta collaborativa di Sabino De Maio, ma soprattutto che il patto criminale aveva come oggetto anche l’omicidio di Autuori. Che il fatto avesse coinvolto anche Francesco Mogavero lo si evince dal fatto che Bisogni, nella prima occasione in cui ha rivisto Di Martino gli ha riferito della perquisizione subita da Francesco Mogavero:”A Ciccio gli è arrivato l’avviso di garanzia……per il morto”. Di Martino senza scomporsi chiese se l’avviso fosse stato spedito “per tutti e due” (in realtà il 5 luglio del 2017 Francesco Mogavero fu destinatario del- l’avviso di garanzia sia per l’omicidio di Aldo Autuori che per l’omicidio di Massimiliano Nastri. Inoltre, pare che Di Martino non fosse minimamente preoccupato di quanto po- tesse rivelare Sabino Di Maio, estraneo alla vicenda, i cui particolari, per sua stessa am- missione, gli erano stati rivelati proprio da Enrico Bisogni. Durante il periodo di codetenzione Sabino De Maio aveva ricevuto le confidenze di Bisogni circa l’omicidio di Autuori. Aveva così appreso che i mandanti erano Mogavero e Bisogni e che si erano rivolti a Luigi Di Martino, esponente del clan Cesarano con il quale esistevano consolidati rapporti di collaborazione fin dalla fuga dall’aula bunker di Salerno da parte di Ferdinando Cesarano e che Di Martino aveva assoldato persone esterne. Le dichiarazioni rese da Sabino Di Maio hanno trovato pieno riscontro nelle risultanze investigative acquisite nel corso delle indagini espletate dalla Procura di Salerno.