Ecco perchè il Comune cambiò idea: «Il sindaco era la garanzia»

Scritto da , 21 novembre 2018
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di andpell

Era il 15 ottobre del 2010 quando la giunta di Vincenzo De Luca cambiò idea sul Termovalorizzatore di Cupa Siglia. Anzi, tentò di bloccarne la realizzazione cambiando destinazione d’uso ai suoli che prima erano stati individuati dal commissario di governo (De Luca, appunto) per la costruzione dell’impianto. Questo nel periodo in cui il governo trasferì le competenze dall’amministrazione comunale a quella provinciale. E questo fu uno dei motivi alla base della variante. Anzi forse quello principale, così come si legge nello stesso testo del deliberato. Vincenzo De Luca, allora sindaco, non partecipò alla seduta. Scontato il successivo via libera dell’esecutivo e poi del Consiglio comunale. Nero su bianco si legge: «La regia della realizzazione e del funzionamento dell’impianto, affidato al sindaco di Salerno nominato commissario delegato, costituiva un riferimento unico di garanzia e di coerenza con tutti i programmi di governo e di sviluppo socio economico della città e del territorio». In pratica le competenze trasferite alla provincia ed il «venir meno dei poteri commissariali già conferiti al sindaco di Salerno», avrebbe privato delle opportune «garanzie» trasformando così l’impianto di Cupa Siglia, fino a qualche mese prima osannato dai vertici di Palazzo di Città, in un danno per «il territorio e la realtà socio economica comunale». Oggi il sindaco Enzo Napoli sancisce e ribadisce la linea: «Abbiamo fatto, rispetto al passato, cose incredibili per badare ad una raccolta differenziata che fosse tale, il ritorno al passato mi sembra sbagliato proprio concettualmente e sarebbe una sorta di giustizia sommaria».

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