E’ stato il fendente al cuore ad uccidere Francesco De Santi

Scritto da , 29 Ottobre 2019
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di Pina Ferro

Sarebbe stata la coltellata affondata nell’emitorace sinistro a provocare il decesso di Francesco De Santi, il pizzaiolo 33enne ucciso a Capaccio la notte tra sabato e domenica scorsa. A stabilirlo l’esame autoptico effettuato ieri mattina, presso l’ospedale di Eboli, dal medico legale Sandra Cornetta, incaricata dal sostitutoprocuratore presso il Tribunale di Salerno, Marinella Guglielmotti. Quattro volte la lama sarebbe entrata nel corpo del pizzaiolo: quella all’emitorace sinistro avrebbe raggiunto il cuore. Le altre coltellate sono state inflitte alla schiena (particolare che potrebbe far pensare che l’aggressione sia avvenuta alle spalle), una al fianco all’altezza dell’ascella. Probabilmente il pizzaiolo ha tentato di difendersi e questo spiegherebbe l’altra ferita riscontrata sul braccio. Al termine dell’esame autoptico la salma è stata restituita ai familiari per il rito funebre che sarà celebrato questa mattina alle ore 10,30 nella Chiesa Santa Maria Assunta di Licinella dove la salma è giunta nella tarda serata di ieri. E, sempre ieri sera, in memoria di Francesco De Santi si è svolta una fiaccolata alla quale hanno partecipato cittadini, conoscenti del giovane, familiari e autorità politiche e non. E proprio era in corso la fiaccolata è giunto il feretro con il corpo di Francesco De Santi. E, mentre Capaccio si preparerà a dare l’ultimo saluto al 33enne, morto a seguito di un diverbio nato per futili motivi e sfociato in tragedia, questa mattina. alle 9,30, presso la casa circondariale di Fuorni il giudice per le indagini preliminari Marilena Albarano convaliderà il fermo di indiziato di delitto a carico di Vincenzo Galdoporpora, reo confesso dell’omicidio del pizzaiolo. L’interrogatorio di garanzia e la convalida dell’arresto avverrà alla presenza di Giuseppe Scandizzo, legale di fiducia dell’indagato. Intanto proseguono le indagini al fine di stabilire l’esatta dinamica dei fatti accaduti dinanzi ad un bar a Torre di Mare. Pare che al momentgo del diverbio Galdoporpora, già noto alle forze del’ordine per reati legati allo spaccio, non avesse con se il coltello, ma che sia andato a recuperarlo successivamente presso l’abitazione di un amico, il 27enne V.C.. Quest’ultimo è stato denunciato per favoreggiamento. Dopo aver lasciato il pizzaiolo accasciato al suolo, Galdoporpora si sarebbe allontanato, come egli stesso avrebbe raccontato ai carabinieri, dinanzi ai qual si è presentato spontaneamente in compagnia del legale di fiducia. Dopo aver ferito De |Santi, Galdoporpora è tornato dall’amico ed ha riposto l’arma bianca recuperata successivamente e solo a seguito della pressione a cui è stato sottoposto dai carabinieri. Il fatto che non avesse l’arma con se ma che sia andata a prenderla successivamente potrebbe configurare l’ipotesi di omicidio premeditato a cui si aggiungerebbero le aggravanti dei futili motivi.

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