E’ romana l’inchiesta Mastursi, presi atti e cellulare. De Luca convoca vertice

Scritto da , 10 novembre 2015
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di Andrea Pellegrino 

Sabato la perquisizione nel suo ufficio a Palazzo Santa Lucia e ieri mattina l’ufficializzazione delle dimissioni. Carmelo Mastursi, meglio conosciuto come Nello, finisce al centro di una inchiesta che partirebbe dalla Procura di Roma. Una vicenda giudiziaria ancora dai tratti oscuri che mantiene con il fiato sospeso l’intero palazzo di governo regionale. Tra Santa Lucia e Centro Direzionale (sede del Consiglio Regionale) le voci che si sono susseguite per l’intera giornata sono state le più svariate. Ipotesi che hanno trovato in serata solo una certezza: le perquisizioni condotte dalla Digos della Questura di Napoli su ordine della Procura capitolina. Inchiesta che ha portato alle dimissioni di Mastursi (meditate fin da sabato e protocollate ieri) come possibile atto di cautela sia sotto il profilo giudiziario che politico. A quanto si apprende gli agenti avrebbero acquisito atti ed anche il cellulare dell’ormai ex capostaff. Per questo pomeriggio, ore 17.00, Vincenzo De Luca ha raggruppato tutto lo stato maggiore. A partire dai consiglieri regionali di maggioranza, fino agli assessori.All’ordine del giorno il caso Mastursi e le conseguenze e le contromisure (politiche) da adottare. Il tutto mentre si cerca di capire la sostanza dell’inchiesta che colpisce – almeno per ora – il potente (ex) capo della segreteria del governatore Vincenzo De Luca, nonché vicesegretario regionale del Partito democratico e promotore di tutte le liste che sono state a sostegno di De Luca nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della scorsa primavera. Bocche cucite quelle dell’entourage deluchiano che per l’intera giornata di ieri ha cercato di conoscere maggiori dettagli in merito ad una vicenda che potrebbe avere anche ripercussioni politiche tanto sul piano regionale quanto su quello strettamente locale, con particolare interessamento – ovviamente – del Partito democratico. Nulla è trapelato rispetto all’inchiesta romana. Le ipotesi al vaglio potrebbero essere molteplici e tutte mirate all’attività (politica e gestionale) dell’ex capo della segreteria del governatore. A partire dall’ultima campagna elettorale per le Regionali che ha visto Nello Mastursi vero protagonista nella formazione delle liste civiche a supporto di Vincenzo De Luca. Comprese quelle finite nel mirino di alcuni esposti presentati dalle forze politiche avversarie e quella di “Campania in Rete” al centro di aspre polemiche per l’intero periodo elettorale. Ma l’attenzione potrebbe essere rivolta anche alle spese sostenute per la campagna elettorale. Ma non solo. Non si esclude che l’inchiesta possa riguardare fatti più vecchi: come le primarie salernitane (a partire dalle parlamentarie già al centro di una inchiesta della Procura di Salerno) o al tesseramento del Pd finito sotto la lente d’ingrandimento della Direzione distrettuale antimafia salernitana. All’epoca proprio Mastursi fu ascoltato dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Vincenzo Montemurro. Naturalmente, non si escludono contestazioni afferenti alla sfera esclusivamente personale di Nello Mastursi

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