E’ positivo il salernitano di 65 anni ricoverato al Ruggi

Scritto da , 12 Marzo 2020
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di Pina Ferro

Primo caso confermato di coronavirus all’azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Un uomo e’ ricoverato nel reparto di malattie infettive dedicato ai pazienti affetti da Covid-19, struttura che, da oggi, ospita sei nuovi posti di degenza ed evita sovraffollamento nel nosocomio di Napoli Cotugno, centro di riferimento regionale. Era arrivato al pronto soccorso del Ruggi, nel pomeriggio di ieri, con febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Ai medici ha raccontato di essere stato a Napoli qualche giorno prima e di essersi anche fermato a mangiare in un locale. E’ bastato questo ai camici bianchi per attivare subito il protocollo previsto quando ci si trova di fronte ad un caso sospetto di Coronavirus. Il paziente, un uomo di circa 60/65 anni residente a Salerno centro è stato immediatamente posto in isolamento (pronto soccorso infettivi) ed è stato sottoposto ad un tampone Nel frattempo, sono state avvisate le autorità competenti e, deputate a mettere in atto tutte le iniziative per isolare le persone che sono state in contatto con il paziente posto in isolamento. Adagiato in una stanza del pronto soccorso l’uomo è stato costantemente monitorato dai medici e dal personale in servizio nel corso dei vari turni di lavoro. E, mentre il paziente si trivava in isolamento in attesa dei risultati del tampone, inavvertitamente un camice bianco, forse non al corrente della disposizione, all’improvviso e senza alcuna protezione è entrato nella stanza dove si trovava il60enne. Incidente questo che ha portato il camice bianco, pare un pediatra, a doversi mettere in quarantena Intanto, sempre nella giornata di ieri, è arrivato da Napoli la conferma della negatività del tampone effettuato l’altro ieri sempre al Ruggi su un paziente che era stato posto in isolamento e che presentava sintomi che facevano pensare ad un’infezione da Covd 19. Appurato il non contagio il paziente è stato tolto dall’isolamento e trasferito nel reparto di medicina del nosocomio per le cure nevessarie alla patologia che presenta.

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