E’ morto il prof Tesauro, il ricordo di Alfonso Andria

di Alfonso Andria

 

L’ultimo ricordo che ho del Professor Tesauro risale a circa due settimane fa: ebbi l’opportunità di procurarmi attraverso gli uffici del Senato la videoregistrazione di un convegno che poche ore prima si era svolto nella Sala Koch di Palazzo Madama sul tema “Stragi e deportazioni nazifasciste: per la giustizia e contro l’ambiguità.“ Ne furono relatori la Senatrice a vita Liliana Segre e il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Giuseppe Tesauro. Una bella grande lezione a due voci: la suggestione e addirittura il sereno distacco della Sen. Segre nella sua narrazione; la stringente razionalità del grande Giurista che aveva accresciuto i suoi saperi attraverso l’esperienza di Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia Europea, poi alla Presidenza dell’Autorità Garante per la Concorrenza, quindi nei lunghi anni di impegno quale Giudice Costituzionale e infine, seppure per breve tempo, Presidente della Consulta.
Il 30 agosto 2020 a Sapri, in Largo Santa Croce – una sorta di terrazza che affaccia sul Golfo di Policastro – lo avemmo ospite per il Premio Internazionale Carlo Pisacane, riconoscimento che già in passato gli era stato attribuito. Tesauro trascorse anche quell’anno, come sempre l’intera estate nel suo “buen retiro” di Scario e volentieri aderì al mio invito. Gli chiesi poi di esprimere un suo pensiero e di consegnare il Premio ad Antonio Mattone, Portavoce della Comunità di Sant’Egidio (nella foto). Quella sera il Procuratore Gratteri
ricevette il riconoscimento e ad Angelina Vassallo venne consegnato alla memoria del marito Angelo Vassallo Sindaco di Pollica. E nella stessa serata fu premiata ‘a distanza’ proprio Liliana Segre, della quale fu tramessa su maxischermo la registrazione del discorso pronunciato in Aula in occasione della seduta di insediamento quale Senatrice a vita.
Tra gli amici di più lunga data del Presidente vi è il Senatore Michele Pinto, discepolo del padre Prof. Alfonso Tesauro.
Giuseppe (“Bepi” per gli amici tra i quali anch’io mi onoro di esser annoverato) era, come tutti i grandi, una persona dal tratto semplice e insieme distintivo – i baffoni neri sotto la chioma candida – dotata di straordinaria disponibilità. Un uomo accogliente che, per esempio, raramente si sottraeva all’invito a un convegno, una manifestazione, accettandolo con un sorriso.
Siamo in tanti, da oggi, a rinunciare dolorosamente a una conversazione con lui, a uno scambio epistolare, all’ascolto di una sua conferenza, all’incontro con il suo sorriso!”