E’ morto Franco Califano: ancora un lutto nella canzone italiana

Scritto da , 30 Marzo 2013
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Si e’ spento nella sua casa di Acilia Franco Califano. Il cantante aveva 74 anni ed era malato da tempo.

Originario di Pagani, ma nato a Tripoli, che allora era una colonia italiana, il 14 settembre del 1938, e cresciuto a Roma, citta’ alla quale e’ rimasto sempre legatissimo, Franco Califano, o Er Califfo, come lo hanno sempre affettuosamente chiamato i suoi fans, morto questa sera nella sua casa di Acilia alle porte della capitale, era malato da tempo ma ha lavorato fino all’ultimo tanto che stava per partire per un minitour la cui prima tappa doveva essere il 4 aprile a Porto Recanati, nelle Marche. Nella sua lunghissima carriera e’ stato autore di canzoni indimenticabili come ”La musica e’ finita”, ”Una ragione di piu”’, ”E la chiamano estate”, ”La nevicata del ’56”. Ha scritto per Mina, Ornella Vanoni, Mia Martini, Renato Zero, Bruno Martino. E tantissimi sono stati anche i successi come cantautore, da quella che e’ stata un po’ il suo manifesto, ”Tutto il resto e’ noia” (”La canzone che mi rappresenta di piu”’), a ‘La mia liberta”, ”Io nun piango”. Personaggio di grande popolarita’, di fatto Califano e’ stato una figura atipica della canzone italiana, una sorta di chansonnier alla francese, radicatissimo nella tradizione culturale e musicale di Roma. E la sua e’ stata una vita da romanzo, in cui non e’ mancato il carcere, con un primo arresto nel 1970, coinvolto insieme con Walter Chiari (poi assolto) in una vicenda di droga e poi di nuovo nel 1983, di nuovo accusato di possesso di stupefacenti e in questo caso anche di armi nella vicenda che vide in manette anche Enzo Tortora (assolto con formula piena e caso emblematico di mala giustizia). Durante quest’ultima esperienza carceraria anzi ha scritto ‘Impronte digitali’, album che si basa soprattutto su esperienze di quel periodo. In entrambi i processi e’ stato comunque assolto. E lo ha ripetutamente ricordato sia nei libri sia nelle interviste. Musicista prolifico, si e’ pero’ cimentato anche come scrittore e saggista con opere come ‘Ti perdo – Diario di un uomo da strada’ ,’ Il cuore nel sesso’, ‘Sesso e sentimento’ e ‘Calisutra – Storie di vita e casi dell’amore raccontati dal maestro’. Del 2008 e’, invece, l’autobiografia ”Senza Manette”, scritta a quattro mani con Pierluigi Diaco, che oggi piange ”l’amico e il complice di tante notti in radio”. Attaccatissimo al suo personaggio di disincantato amante latino, un po’ cinico e un po’ romantico, sempre pronto a vantare le sue conquiste femmilini, il Califfo e’ stato anche interprete di fotoromanzi e attore cinematografico in Sciarada alla francese (1963), Gardenia, il giustiziere della mala (1979), Due strani pap… (1983) con Pippo Franco, Viola bacia tutti (1998) e Questa notte Š ancora nostra (2008). Ha partecipato tre volte a Sanremo, l’ultima nel 2005 con Non escludo il ritorno, scritta con i Tiromancino.

 

 

 

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