Doppio reparto per Coscioni, «Cosa ha prodotto finora?»

Scritto da , 29 Gennaio 2020
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di Erika Noschese

«E’ un’operazione perfetta quella confezionata per il consigliere e braccio destro alla sanità di De Luca, Enrico Coscioni, nominato due anni fa primario di un reparto da far sorgere dallo sdoppiamento della cardiochirurgia dell’ospedale Ruggi di Salerno, ma che ancora oggi non ha visto la luce». Ad attaccare il governatore della Regione Campania la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e responsabile nazionale per la Sanità, Valeria Ciarambino che punta l’attenzione sul doppio reparto che dovrebbe essere destinato alla chirurgia cardiaca, a discapito del centro per la procreazione medicalmente assistita. «Un reparto di cui non si sentiva alcuna necessità, che va a soppiantare il centro di procreazione assistita e il reparto di oculistica pediatrica, entrambi oggi in fase avanzata di smantellamento e che saranno ridimensionati e trasferiti accanto alla Medicina nucleare, sito in un seminterrato e ad alto rischio radiazioni ionizzanti perché privo di corridoio schermato – ha dichiarato ancora la consigliera pentastellata – In un ospedale già alle prese con gravissime carenze di risorse e personale, vengono sottratti 20 posti letto alla medicina generale per donarli al nuovo reparto cucito addosso al plenipotenziario Coscioni. Non bastasse, il fiocco sul pacco regalo viene apposto con la delibera 35/2020, con la quale viene stipulata una convenzione tra Ospedale del Mare e Ruggi per consulenze cardiochirurgiche per pazienti presi in cura all’ospedale della Asl Napoli 1». In sostanza, secondo la capogruppo dei 5 Stelle a Palazzo Santa Lucia, «per garantire lavoro e pazienti a Coscioni, a pochi mesi dalla fine del suo mandato di consigliere alla sanità che verrà meno con la mancata rielezione di De Luca, viene stipulata una convezione tra due ospedali distanti oltre 50 chilometri, comportando il trasporto da Napoli a Salerno di pazienti cardiopatici». La Ciarambino annuncia dunque che nelle prossime ore, il gruppo regionale presenterà un’interrogazione al governatore De Luca per sapere «cosa ha prodotto in due anni Enrico Coscioni, da quando è stato nominato direttore di una struttura complessa mai attivata, e se si ritiene che l’incarico di primario sia compatibile con i ruoli di consigliere alla sanità del governatore e di dirigente di un centro di ricerca. Così come chiederemo se, dalla sua nomina a primario a oggi, sia stato remunerato per il suo incarico dirigenziale, pur non avendone di fatto mai espletato le funzioni». Intanto, procede ancora la petizione lanciata da Gaetano Amatruda, dell’associazione Andare Avanti per rilanciare il centro Pma.

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