“Dopo sette mesi nulla è cambiato, sistema universitario impreparato”

Scritto da , 7 Novembre 2020
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di Erika Noschese

“Come sistema universitario siamo stati impreparati rispetto a questa seconda ondata: alla fine si è deciso di procedere né sulla strada della didattica a distanza e, quindi con la strumentazione necessaria né in presenza. Si è scelto un po’ un ibrido e credo che i risultati, dal punto di vista qualitativo, non siano adeguati”. A parlare così Aurelio Tommasetti, responsabile del dipartimento nazionale Università per la Lega ed ex rettore dell’Università degli Studi di Salerno che fa il punto della situazione dopo l’ultimo decreto firmato dal presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte relativo al sistema scolastico e universitario. C’è ancora molto caos sull’Università: didattica a distanza, in presenza ma dalla Regione Campania la proroga relativa alla chiusura. La didattica a distanza può essere la soluzione? “In questo momento è la soluzione che è stata congeniata. Sicuramente le cose andavano gestite diversamente, a livello ministeriale perché ci sono stati sette mesi di tempo per prepararci; è stata scelta una strada mista perché non è totalmente a distanza, c’è qualche attività in presenza e la lezione viene proiettata da casa ma l’efficacia è molto limitata. Credo che come sistema universitario siamo stati impreparati rispetto a questa seconda ondata, nel senso che alla fine si è deciso di procedere né sulla strada della didattica a distanza e, quindi con la strumentazione necessaria né in presenza. Si è scelto un po’ un ibrido e credo che i risultati, dal punto di vista qualitativo, non siano adeguati”.

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