Dopo sedici esposti la Procura si è svegliata

Scritto da , 23 Marzo 2013
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Sedici esposti in Procura e probabilmente qualcosa si è mosso. E’ il numero di esposti prodotto dal Comitato No Crescent, finiti all’attenzione del Procuratore Capo Franco Roberti e l’ultimo – riassuntivo – inoltrato anche all’attenzione del Csm. Certo è che da parte del comitato l’attenzione è tutta rivolta al Crescent ma gli elementi riguardanti l’intero cantiere di Santa Teresa non mancano. Basti pensare che nell’esposto presentato il primo agosto del 2011, si chiedono accertamenti – si legge – «sulla delibera di giunta numero 177 del 16.2.11 relativa all’opera pubblica “Piazza della Libertà”, finanziata esclusivamente con denaro pubblico e con Fondi comunitari (FESR), avente ad oggetto una perizia di variante la quale prevede incredibilmente un esborso di circa 8 milioni di euro per potenziare le misure di impermeabilizzazione delle strutture interrate. Livelli di falda rilevati in corso d’opera maggiori dei corrispondenti riscontrati all’epoca della progettazione (eppure per quella progettazione fu previsto un esborso di ingenti somme di denaro pubblico)». Insomma non solo Crescent, nei dettagliati esposti del comitato, che più volte ha sollecitato la Procura si richiedono anche verifiche sul torrente Fusandola, sulle superfici utilizzate ed in ultimo sulla mancata adozione delle misure di salvaguardia della Costa. Esposto, quest’ultimo giunto anche all’attenzione di Capitaneria di Porto e del Noe.

 

Quelle tre auto davanti al Comune. Ieri mattina le tre auto con lampeggiante parcheggiate accanto all’ingresso di Palazzo di Città non sono sicuramente passate inosservate. Immediatamente le voci si sono rincorse fino a quando non si è avuta la conferma dell’acquisizione di atti relativi a Piazza della Libertà. Fino al primo pomeriggio i finanzieri sono rimasti negli uffici comunali, passando in rassegna quelli finanziari, contabili e tecnici, fino a raggiungere anche quello del capostaff del sindaco Alberto Di Lorenzo, che però non era in sede. Via tutti i politici, i finanzieri sono stati assistiti solo dai dirigenti e funzionari comunali. Una visita, a quanto pare, sembra ci sia stata anche nel cantiere della Piazza dove sono conservati, con molta probabilità, i documenti della ditta esecutrice, ossia la Esa Costruzioni mentre nel primo pomeriggio auto delle polizia municipale si sono intraviste all’ingresso del cantiere del Crescent.

 

Bombe, variante e crac Amato: una piazza, mille storie. Una piazza, un crocevia. Per il cantiere di Santa Teresa sembra ci passi di tutto. Basti pensare il numero di udienze che si sono già celebrate per la vicenda Crescent, o alle due bombe rinvenute nel cantiere o ai crolli verificatisi in una zona della mega piazza, ed infine al recente sequestro disposto dai Noe. Insomma c’è di tutto e di più. Da un lato, sicuramente, la fretta è stata cattiva consigliera del sindaco Vincenzo De Luca, che il nastro lo voleva già tagliare a Capodanno, dall’altro lato non mancano neppure anomalie ed incidenti in corso d’opera. E se lasciamo la sfortuna a casa, le indagini disposte dalla Procura di Salerno sul cantiere sono la dimostrazione che c’è qualcosa che non va. Tecnicamente saranno gli esperti a dire cosa è accaduto nel settore interessato dai crolli ma ora l’attenzione si sposta tutta sulle carte (tantissime) prodotte. C’è, ad esempio, la variante approvata con delibera numero 177 dalla giunta il 16 febbraio del 2011. Con l’atto si apportano variazioni, anche di carattere economico, all’opera appaltata. E l’attenzione sembra che sia finita proprio sull’ammontare della variante: l’appalto, infatti, aggiudicato per un importo di quasi 15 milioni di euro, arriva a quota 22 milioni di euro. Otto milioni in più. Il tutto affidato direttamente alla Esa Costruzioni, contrariamente all’originario incarico di progettazione conferito alla Lotti & Associati. Ma per la piazza passa anche la vicenda Amato, o meglio la Esa Costruzioni. Enrico Esposito, amministratore dell’impresa nocerina, è già a processo per il crack del pastificio Amato, coinvolto “per la corresponsione di una ingente somma nell’anno precedente al fallimento di Amato Spa senza che vi fosse alcun legame commerciale concretamente rilevante fra le due società”. Insomma una vicenda complessa che giorno dopo giorno si arricchisce di nuovi particolari, inchieste e indagini. E mentre ora s’attende l’udienza del 16 aprile sulla vicenda Crescent al Consiglio di Stato (con l’ultima decisione sulla mezza luna di Bofill), il problema più grosso ora potrebbe essere proprio la piazza.

 

23 marzo 2013

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