«Dopo la sconfitta riparto dal mio territorio e da chi mi ha aiutato»

Scritto da , 7 marzo 2018
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Erika Noschese

Il forzista Lello Ciccone non ce l’ha fatta. Candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Battipaglia, non è riuscito a fermare la corsa dei 5 Stelle che anche in questo collegio hanno visto primeggiare l’attore Nicola Acunzo, con più di 57mila preferenze riuscendo a raggiungere il 41.85% delle preferenze, contro il 34.56% dei voti ottenuti dall’avvocato Ciccone.

Il centro destra ha ottenuto un risultato discreto su tutto il territorio salernitano.

«Si, ha ottenuto un risultato discreto».

Lei non è tra gli eletti. Se l’aspettava questo risultato o pensava di farcela?

«Io pensavo di potercela fare anche se c’è stato un tsunami dei 5 Stelle ma ovviamente con gli amici che si sono spesi per me pensavo di essere tra gli eletti».

Tra gli eletti ci sono l’onorevole Enzo Fasano e il direttore Gigi Casciello. A loro cosa vuole dire?

«A loro auguro buon lavoro. Io ho combattuto anche per loro perché stando all’uninominale fai votare anche loro. Sono felice per loro. Auguri di buon lavoro, sono una risorsa per il partito».

Da dove intende ricominciare adesso lei?

«Riparto dal territorio, da dove sono partito con donne, uomini, associazioni, persone della società civile che mi hanno aiutato disinteressatamente in questa campagna elettorale. Voglio e devo ripartire da lì ma del resto la mia storia è questa: sono partito da lì, ho continuato con questo e continuerò con loro».

Il boom dei 5 Stelle era un risultato pre-annunciato? Ve lo aspettavate?

«Il risultato dei 5 Stelle ce lo aspettavamo ma non in queste dimensioni. È un tsunami ma è stata una protesta più che un voto: invece di votare scheda bianca o macchiare la scheda hanno votato i 5 Stelle».

I pentastellati hanno vinto in 32 collegi su 33. Marzia Ferraioli ha vinto nel territorio di Franco Alfieri la cui vittoria era stata data per scontata.

«L’analisi è che dove ha tenuto il Pd noi abbiamo vinto. Oggi, il Pd nel mio collegio non ha mantenuto. Un sindaco di Bellizzi che, nella città dove amministra, è 200 voti sotto a Forza Italia, alla mia coalizione, è indicativo, significa che il Pd non ha retto nel mio collegio perché dove regge vince Forza Italia. Questo voto di protesta sono voti tolti al Pd».

A cosa si deve, secondo lei, il crollo del partito democratico a Salerno e nel resto d’Italia?

«Il Pd sta gestendo male le amministrazioni che sta governando; il Pd è lontano dalla gente comune, dalle associazioni, dagli uomini, dai ragazzi dei quartieri. Ecco perché perde, non mantiene. E questa è una valutazione vera, seria. Nel mio collegio si è verificato questo. La gente si sente lontano dalla politica, ha perso la speranza. Io ho avuto questo risultato straordinario perché mi hanno visto come una persona che può essere vicino alla gente». Lei crede che Piero De Luca sia stato penalizzato anche per l’inchiesta di fanpage che vede coinvolto il fratello Roberto? «Non credo. La gente è intelligente, ha votato solo per protesta e non ha fatto un voto ragionato perché con un voto ragionato non puoi votare un movimento populista».

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