Dopo la Piazza, Italia nostra e comitato No Crescent chiedono il sequestro della mezzaluna di Bofill

Scritto da , 2 Marzo 2013
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Il cantiere della Piazza della Libertà è stato posto sotto sequestro. E il Crescent? Italia Nostra e No Crescent s’appellano ancora una volta alla Procura della Repubblica di Salerno, dopo il dispositivo che ha apposto i sigilli al cantiere di Santa Teresa. «Perché il palazzone di Bofill non viene sequestrato?», s’interrogano Italia Nostra e No Crescent. «È paradossale – sostengono le associazioni – che si sequestri l’area pubblica senza fare lo stesso su un fabbricato privato che ha chiare interferenze con la piazza. Peraltro, quindici esposti e tre istanze di sequestro penale, suffragate da copiosa documentazione e da perizie di organi terzi come i Verificatori, hanno evidenziato clamorose carenze nell’iter per la costruzione dell’opera privata. L’ultimo esposto del 15 febbraio scorso ha interessato proprio le indagini sismiche dell’ingegnere Rampino, dirigente del Genio Civile, le quali hanno posto l’accento sulle imbarazzanti carenze delle autorizzazioni sismiche e sul rischio liquefazione non adeguatamente valutato. Lo scempio in atto – secondo le associazioni ambientaliste – non potrà essere sanato né dal punto di vista urbanistico né dal punto di vista paesaggistico poiché, per legge, non sono previste sanatorie in area assoggettata a vincolo paesaggistico. Sul punto, la rivista giuridica Lexambiente ha dedicato alla verificazione sismica uno specifico approfondimento mettendo in evidenza come l’opera eseguita non potrà essere né sanata, né adeguata. La questione Crescent è sempre più un caso nazionale».
E su piazza della Libertà, Vincenzo De Luca spiega: «Nel cantiere si faranno delle prove di carico per dimostrare che tutto procede per il meglio. Per il resto i lavori proseguono in tutta l’area di Piazza della Libertà e del Crescent. Facciamo presto ed andiamo avanti. Altri colleghi sindaci hanno la testa altrove; per me è più utile completare un programma amministrativo che pensare alle chiacchiere della politica politicante. Quello che per altri è una promessa per noi è una realtà: lavori e cantieri. Andiamo avanti con le manutenzioni e partono gare importanti come il completamento del Teatro Diana ed il manto erboso Volpe, la copertura del Fusandola. Abbiamo rivolto un quesito al Tar per il Peep in maniera tale da scongiurare altri contenziosi, siamo pronti ad utilizzare 15 milioni di euro per il ripascimento del litorale cittadino. E’ un calvario: attendiamo ancora che il Provveditorato alle Opere Pubbliche decida sui risparmi di gara dell’anno scorso per liberare risorse destinate ad altri cantieri, siamo in attesa di risposte per la prima torre di piazza della libertà speculare a quella dell’autorità portuale, e per i programmi di finanza di progetto per Vestuti e nuovo Cimitero Urbano. Lavoriamo con il massimo impegno per tale programma di opere pubbliche allo scopo di favorire investimenti ed occupazione in un momento di fortissima difficoltà».

 

2 marzo 2013

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