Dopo la debacle Renzi lascia il timone, Valiante:«Dimissioni? Gioco delle 3 carte»

Scritto da , 6 marzo 2018
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di Brigida Vicinanza

“Ricordo ancora come se fosse ieri le dimissioni di Pierluigi Bersani nel 2013 e la decisione di traghettare con una segreteria unitaria, della quale ebbi l’onore di far parte, il partito verso un nuovo congresso per uscire dalle difficoltà e per consentire anche la formazione di un Governo per il Paese”. A dichiararlo in una nota è Simone Valiante, deputato uscente del Pd e componente della direzione nazionale, commentando le dichiarazioni del segretario nazionale del Pd Matteo Renzi che lascia la guida del Partito Democratico, ma non prima di vedere il nuovo governo “formato”. Le urne non perdonano e i risultati parlano chiaro, il Pd ha fatto “flop “in tutta Italia, conquistata quasi completamente dai pentastellati. E ieri, durante una conferenza stampa attesa, Renzi ha annunciato di lasciare “ovviamente come atto dovuto, la guida del partito dem”. “Lascio dopo la formazione del governo perchè io sono garante di un impegno morale e politico: noi abbiamo detto no al governo con gli estremisti, ora non è che cambiamo idea, io non ho cambiato idea – ha dichiarato Renzi, affidando la scelta del nuovo segretario alle primarie di partito. “Renzi all’epoca – ha ricordato ancora Valiante – partecipò a quel processo con la indicazione di Luca Lotti, scoprendo che qualche volta il pluralismo e la gestione unitaria in momenti drammatici come questi, determinati tra l’altro dalla “sua” sconfitta elettorale, perché a molti di noi non è stato neanche consentito di partecipare, possono essere un valore e un gesto di umiltà nei confronti di quei militanti soprattutto che hanno subito la peggiore sconfitta dal dopoguerra ad oggi. E’ un gesto di rispetto anche per gli italiani che si sono pronunciati. Mi sembra poi evidente che un segretario dimissionario se fa sul serio si debba comportare come tale. A Napoli dove il Movimento 5stelle ha ottenuto quasi il 60% dei consensi, si direbbe in gergo locale, il ‘gioco delle tre carte’. Consentiamo allora al Pd di recuperare un percorso di serenità come fecero Renzi e Bersani nel 2013. La politica è serietà e responsabilità e mai come in questo momento per il bene del Paese, occorre mettere a disposizione del presidente Mattarella, impegnato in un difficilissimo compito, la nostra comunità politica, senza inciuci di berlusconiana memoria e in un percorso di dignità e grande chiarezza”, ha concluso poi Valiante. Intanto Matteo Orfini, annuncia già la direzione del partito dem, fissata per lunedì alle ore 15. “Alla luce delle dimissioni del segretario Matteo Renzi, ho convocato la direzione per lunedì alle ore 15 – ha dichiarato Orfini – e dopo la direzione fisserò la data di convocazione dell’assemblea nazionale che, come previsto da statuto, dovrà recepire le dimissioni e avviare gli adempimenti conseguenti. Questo prevede il nostro statuto, che come sempre rispetteremo”.

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