Dopo 9 giorni il paziente operato allo stomaco è a casa

Scritto da , 18 novembre 2018
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di Red.Cro.

Il paziente A.C. di 90 anni che aveva su- bito un innovativo intervemnto chirur- gico da parte dell’équipe di Chirurgia Generale dell’Ospedale “S. Maria della Speranza” di Battipaglia diretta dal dott. Francesco La Rocca e che aveva ripreso la normale alimentazione già da qualche giorno è stato dimesso in ottime condi- zioni generali a 9 giorni dall’intervento chirurgico. L’uomo era stato sottoposto all’asportazione totale dello stomaco e della parte terminale dell’esofago. Il pa- ziente era affetto da un adenocarcinoma che aveva invaso la porzione terminale dell’esofago e la parte alta dello stomaco, determinando una stenosi quasi totale del lume esofageo e una grave forma di anemia che avrebbe certamente com- portato conseguenze infauste in un breve lasso di tempo. Proprio a causa della grave anemia il paziente era stato ricoverato nel reparto di Medicina Interna diretto dal dott. Di Cunzolo e sottoposto ad una TC totalbody dai colleghi radiologi coordinati dal dott. Mondillo.La procedura chirurgica, grazie alla fondamentale collaborazione del team infermieristico di sala operatoria coordinato da Sergio Forlenza, è stata ef- fettuata con un approccio mini-invasivo videolaparoscopico per verificare preli- minarmente la effettiva resecabilità della neoplasia ed escludere la presenza di metastasi a distanza che avrebbero controindicato la prosecuzione dell’in- tervento. Durante la fase videolaparoscopica è stata utilizzata una metodica innovativa particolarmente utile in chi- rurgia oncologica quale la fluorescenza, che consente una migliore visualizzazione oltre che della vascolarizza- zione anche dell’infiltrazione linfonodale. Il paziente, dopo una breve de- genza in terapia intensiva post-operato- ria, è stato affidato alle cure del team infermieristico del reparto di Chirurgia Generale coordinato dalla Capo-Sala Nina Martinangelo. Questo eccezionale risultato è certamente frutto della colla- borazione multidisciplinare e dell’impe- gno delle varie figure professionali coinvolte nel processo assistenziale e crediamo possa essere annoverato come un esempio di Buona Sanità auspicabile e possibile al Sud e in Campania.

 

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