Discoteche chiuse, si pensano ad azioni forti

Scritto da , 21 Agosto 2020
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Discoteche chiuse, e l’ordinanza della discordia. La FederComTur è pronta ad andare direttamente contro il premier Conte. Magari con un segnale forte, di quelle da aule di Tribunali. Una ipotesi che al momento resta tale ma non la rabbia del direttore generale Claudio Pisapia, che già qualche giorno fa ha contestato il provvedimento governativo. <Sulle dichiarazioni di Conte rilasciate ieri al fatto relativamente alla responsabilità delle Regioni sull’apertura delle Discoteche e che mai il governo si era occupato del settore. – afferma Pisapia – E del Dpcm 14 luglio a firma sua dove si regolamentava l’apertura delle Discoteche Che cosa ci dice il presidente? Perché a fronte di una problematica che non riguarda solo il ballo ma tutto l’asset dell’accoglienza turistica: quale ristorazione, alberghi, villaggi turistici,stabilimenti balneari e amusement in genere; il presidente del consiglio “dimentica” un suo DPCM e scarica sulle regioni negando ancora una volta sue precise responsabilità>. Uno scaricabarili, l’ennesimo, che fa infuriare l’associazione che si attendeva misure migliori e più pregnanti per combattere una emergenza che resta imperante nel nostro Paese. <La misura è colma. – afferma ancora Pisapia – Federcomtur che si è schierata al fianco del settore anche per le ripercussioni economiche sul turismo dimenticato commercio e ristorazione stigmatizza le dichiarazioni del presidente e chiede chiarezza. Non possiamo avere un presidente del Consiglio scordarello>..

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