Decesso di Carmine Russo, a giudizio due camici bianchi

di Pina Ferro

Per la morte di Carmine Russo, 33 anni, di Pagani sono stati rinviati a giudizio i medici Aniello Siracuso e Domenico Guarnaccia, entrambi, all’epoca dei fatti, hannoa vuto in cura l’uomo. A disporre il giudizio è stata la Corte di Appello di Salerno che ha annullato la sentenza di non luogo a procedere emessa lo scorso anno dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore. A ricorrere alla Corte di Appello è stata la Procura nocerina su sollecitazione delle parti civili rappresentate dall’avvocato Angela Cisale. La morte del 33enne avvenne il 2 maggio del 2017. Russo morì per un’infezione: secondo le accuse, i due imputati avrebbero sottovalutato lo stato influenzale da cui era affetto. Si tratta di un medico di guardia di Pagani e di uno in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I. Per entrambi, il gip aveva già disposto in fase preliminare un ulteriore supplemento di indagine. All’epoca dei fatti, la moglie di Russo si rivolse telefonicamente alla locale guardia medica raccontando che il marito lamentava uno stato influenzale e dei dolori a mani e piedi. In precedenza, si era ferito sul lavoro, ma non si sarebbe fatto visitare nell’immediatezza né da un medico e neanche in ospedale. Al telefono, la guardia medica avrebbe consigliato una tachipirina che non avrebbe prodotto risultati, tanto che le condizioni dell’uomo peggiorarono, in serata, con una perdita di coscienza momentanea. Da lì, la corsa in ospedale, a Nocera Inferiore, dopo che a Pagani gli avevano comunicato di dirigersi direttamente all’”Umberto I”. Giunto in pronto soccorso, avrebbe atteso diverse ore prima di essere assistito. Dall’una circa di notte fino alle 4 del mattino su di una barella, fino a quando non giunse il momento del ricovero presso il reparto di «Malattie Infettive». La situazione precipitò, dopo analisi e consulti, fino al decesso in Rianimazione. La morte avvenne inseguito ad una «gravissima sepsi conclusasi con un quadro clinico di insufficienza multiorganica, che poteva essere rilevato e affrontato già dalla mattina del primo maggio». L’inchiesta, da parte della procura di Nocera Inferiore, era partita con almeno 10 medici indagati la cui posizione poi è stata archiviata. Dinanzi al Gup giunsero i due camici bianchi per i quali l’udienza si concluse con un non luogo a procedere. Successivamente le parti civili richiesero alla Procura il ricorso in appello avverso alla decisione assunta dal giudice per le udienze preliminari. L’altro ieri è arrivata la decisione dei giudici di secondo grado. I due camici bianchi il prossimo 27 aprile compariranno dinanzi ai giudici del Tribunale di Nocera Inferiore.