Decadenza: tutte le strategie sui tempi. Cittadini, un esposto contro il Consiglio

Scritto da , 27 Settembre 2013
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Mentre si è consumata un’altra inutile riunione della commissione statuto e regolamenti per definire l’iter per la decadenza del sindaco – viceministro (senza deleghe) Vincenzo De Luca, il vero disegno politico pare che prenda forma fuori dalle stanze di Palazzo di Città. Così mentre si studiano ancora una volta le tre proposte sul tavolo: parere pro veritate al ministero dell’Interno (proposto da Cammarota), parere al costituzionalista di chiara fama o costituzione nel giudizio dopo l’interpello dei grillini al tribunale ordinario (ma non ancora notificato alle parti) ed eccezione della costituzionalità del decreto del fare, fuori dalle mura emerge il vero cronoprogramma dei lavori. E non è un caso che la commissione abbia strappato una ulteriore settimana per “decidere di non decidere”. Ed ecco il perché: la vera partita si giocherà entro il prossimo 15 novembre. Questa la prima data da segnare in calendario. Il 16 novembre, infatti, si supereranno i due anni e mezzo di consiliatura, dunque De Luca non si potrà più candidare come sindaco della città di Salerno. Fino al 14, invece, avrà tempo per ritentare il ritorno a Palazzo di Città. Da qui tre scenari, naturalmente sempre che il governo resti in piedi, in considerazione dei tempi che corrono. Il primo: De Luca lascia la carica di viceministro, scontrandosi sulla mancata attribuzione delle deleghe e resta sindaco della città di Salerno fino alle fine, tentando la ricandidatura alla presidenza della Regione Campania; il secondo: entro il 15 novembre si fa dichiarare decaduto dal Consiglio comunale. Alla guida dell’amministrazione comunale subentra Eva Avossa, attuale vicesindaco ed in primavera se le condizioni governative o regionali dovessero precipitare De Luca potrebbe ricandidarsi tranquillamente. Terzo scenario: superare la data del 15 novembre e prendere tempo fino ad inizio febbraio. Solo allora farsi dichiarare decaduto ma non più in tempo per indire le elezioni in primavera. Così recupererebbe un anno intero, arrivando così all’atteso traguardo delle regionali. Tutto questo, naturalmente salvo imprevisti. Come, ad esempio, l’annunciato esposto che un gruppo (corposo) di cittadini sembra che voglia inoltrare alla procura della Repubblica. Ma non contro il sindaco De Luca ma nei confronti dell’intero Consiglio comunale.

(andpell)

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