«De Luca? Ormai è il passato anche per il Pd»

Scritto da , 17 settembre 2018
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Erika Noschese

«Mai escluso il confronto con ed il dibattito». E’ la secca risposta dell’ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro intervenuto in occasione dell’ultima giornata di FestAvanti, una tre giorni di incontri e dibattiti che ha riunito il mondo socialista, a livello nazionale.

Si cerca di tenere saldi i legami con il socialismo che non è quello di destra, del Nuovo Psi, lanciato da Caldoro e che ha funzionato anche quando nel 2010 c’è stata la possibilità di diventare governatore della Campania. Adesso c’è un percorso nuovo che probabilmente è necessario seguire e che probabilmente Caldoro non esclude di seguire. E’ così?

«Non ho mai escluso il confronto e il dibattito, i punti d’incontro con l’area socialista e riformista perché è quella che io rappresento per la mia storia e cultura politica. Guardo le ragioni pratiche. Quindi da una parte possiamo ancora pensare di essere divisi gli schieramenti come capita nelle fasi elettorali tattiche. Il clima è molto cambiato, ci troveremo probabilmente di fronte a nuove avventure nei prossimi anni. E’ dovere nostro, riformisti e socialisti liberali, di quelli che hanno costruito secondo me le più belle pagine della storia del nostro paese, devono parlare tra loro. Io ho accettato questo confronto, con l’Avanti, con Mauro e le tante organizzazioni di tradizione socialista, prevalentemente di carattere culturale, editoriale, per mettere insieme un network, una confederazione, un qualcosa che trovi il modo di parlare insieme, gli argomenti che sono la nostra storia».

Creare un soggetto unico potrebbe però mettere in campo anche i presupposti per un eventuale dialogo costruttivo con soggetti come De Luca con i quali lei è notoriamente in contrapposizione su tanti temi.

«Io non ho contrapposizioni ideologiche, ho avuto modo di esprimere qui un mio giudizio perché so che anche da qua De Luca nei giorni scorsi ha parlato. Cosa ci distingue dall’ex Pc, come un vecchio prodotto come De Luca, un vecchio arnese politico, senza offesa? Figlio di una vecchia sinistra? Che nel momento in cui uno fa l’amministratore ha delle responsabilità. Lui trova il modo per venire qui e dirci che il problema di cui bisogna occuparsi non è l’occupazione, la sanità o la crisi dei trasporti, abbiamo i treni della vesuviana fermi, abbiamo i rifiuti per strada. Lui viene a parlare invece dei nigeriani, perché è la tipica propaganda della vecchia sinistra che quando non sa risolvere i problemi ti trova un nemico che fa paura. Ho spiegato qui che i nigeriani tra gli immigrati sono quelli che più fanno paura da n punto di vista fisico, essendo più grossi, lui li mette al centro dei temi per un’incapacità amministrativa. Come si può costruire una realtà che abbia nella tradizione socialista, riformista e liberale un qualcosa? Non certo con chi la pensa gridando ai nigeriani, ma a quelli che risolvono i problemi del lavoro, della sanità e dei trasporti, lì è la differenza».

La sua è una provocazione: lei sta dunque dicendo che Salvini è un comunista, è di sinistra?

«Salvini pone il problema dell’immigrazione anche se con toni forti, ma allo stesso tempo la ricetta liberale della flat tax, dei grandi interventi sulle opere infrastrutturali, quindi il contrario dei 5 stelle. Per fare le grandi opere di semplicifazione e perché no Salvini ha anche il coraggio di criticare le posizioni del giustizialismo. Io sottoscrivo punto per punto la proposta del contratto di governo scritto dalla componente leghista perché è stato quello che avevamo fatto insieme con Berlusconi leader. Molte di quelle ricette sono lì e sono le stesse. Quindi sono d’accordo, poi possiamo discutere sulle tonalità, sulle leadership, ma ognuno decide quello che ritiene e credo si possa aprire anche una concorrenza nella leadership dell’area moderata».

Quindi, sostanzialmente, una differenza tra De Luca e Salvini che parlano con i medesimi toni…

«De Luca è un vecchio arnese della politica, Salvini è un contemporaneo. Non possiamo fare un paragone tra due soggetti che sono soggetti distanti per storia, cultura e attualità. I grillini, Di Maio in testa, scrivono il loro programma, il contratto è un qualcosa su cui io non sono d’accordo su nessuna delle opzioni grilline. E’ evidente che tenerli insieme è impotabile , come fai un contratto che dice tutto il contrario di tutto? Oppure vincerà una parte sull’altra. Io mi auguro che vinca la parte liberale. Detto questo, la sfida dei socialisti, è analizzare e interrogarsi di tutto questo». Quindi, per la prossima scadenza che è, probabilmente e verosimilmente una delle più importanti, quella delle europee ci siano decisioni importanti anche da parte sua? «Le europee le vedo purtroppo molto vicine per vedere profondi cambiamenti sull’assetto. Io penso che in questa battaglia il mio sostegno e la mia azione come è stata fatta in questi anni andrà su Forza Italia e i candidati di Forza Italia per quanto riguarda le scelte sulle Europee. Otto mesi siamo al via, quindi si presenteranno i partiti che conosciamo, penso che in questa fase bisogna sostenere, aiutare e rafforzare Forza Italia , i candidati che presenterà in questo progetto».

Forza Italia è secondo lei la forza riformista che potrebbe rappresentare un minimo argine rispetto a questa ondata che si sta verificando in Italia e in Europa.

«Assolutamente si, è una forza di rinnovamento ma fortemente ancorata ad alcuni valori e principi e credo che in questa fase vada assolutamente rafforzata, aiutata e sostenuta».

Rimandiamo a data da destinarsi un percorso di rinnovamento, di unione e coesione della sinistra riformista.

«Io utilizzo i termini liberali, socialisti e riformisti, che però metto in chiara contrapposizione alla ditta del Pc. Finchè c’è la ditta del Pc ogni scelta dei riformisti andrà prevalentemente a fare l’alleanza con l’area moderata, come avvenuto nel passato con Craxi». E se non ci fosse De Luca… «De Luca non c’è più, ormai è il passato anche per il Pd».

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