De Luca: “Le misure del Dpcm non bastano, le scuole restano in Dad”

Scritto da , 26 Ottobre 2020
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Monica De Santis

“Le misure adottate nel nuovo Dpcm non bastano a contenere la diffusione del virus”. E’ questo il pensiero del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, che prima del suo intervento alla trasmissione televisiva di Fabio fazio, “Che tempo che fa”, ha pubblicato una nuova ordinanza, nella quale si ribadiscono le misure restrittive da lui adottate nei giorni scorsi. Dunque all’infuori di nidi e asili (0-6 anni), vengono confermate le disposizioni regionali sulla didattica a distanza nella scuola primaria e secondaria, salvi i progetti per alunni con disturbo dello spettro autistico e/o gli alunni diversamente abili, già adottate con Ordinanza n.82, nonché le disposizioni regionali vigenti per la didattica a distanza nelle Università. Viene confermato il divieto di mobilità interprovinciale, ferma la forte raccomandazione (contenuta nel DPCM del 24 ottobre) a non allontanarsi dal territorio comunale se non strettamente necessario. Per le attività di ristorazione: divieto di asporto (salvo che gli esercizi con consegna all’utente in auto e con sistema di prenotazione da remoto); consentita la consegna a domicilio, con partenza dell’ultima consegna alle 23,00 e rinvio, per il resto, alle disposizioni del DPCM 24 ottobre 2020. Confermato l’obbligo di rientro a casa entro le ore 23, secondo quanto recentemente disposto d’intesa con il Ministro della Salute. Confermata per l’attività di jogging la fascia oraria nelle ore 6,00-8,30. Le disposizioni hanno efficacia fino al 31 ottobre. De Luca, poi, come detto ha partecipato al programma di Rai 3 di Fazio, nel quale ha parlato del nuovo Dpcm firmato ieri mattina dal presidente del consiglio Giuseppe Conte affermando che “Le misure del Governo sono un passo in avanti ma non basteranno. Pesano l’apertura della scuola e la stagione influenzale, e le terapie intensive cominciano a riempirsi. Potevamo chiudere tutto per un mese o scegliere una via intermedia, il Governo ha scelto la via intermedia. Ora occorre – ha proseguito il governatore – varare un piano di aiuti socio-economici a livello nazionale. Entro una settimana, altrimenti rischiamo di vedere la disperazione. Sulla scuola continuiamo a balbettare. Il mondo della scuola, piaccia o meno, è uno dei vettori più grandi di trasmissione del virus nelle famiglie”. E su gli scontri di Napoli Vincenzo De Luca ha poi detto: “Il 90% dei napoletani hanno dato una prova straordinaria nei mesi scorsi, c’e’ un malessere sociale profondo e quindi sono necessarie risposte rapidi”, ma “i protagonisti della nottata di Napoli c’entrano poco con il malessere: pezzi di camorra, pezzi di antagonisti, pezzi di neofascisci e pezzi di qualcos’altro, ma ci fermiamo qui… La camorra ha interesse ad avere il campo libero. Non c’entra nulla la paura del lockdown sapevamo da una settimana che sarebbe scattata la sceneggiata violenta con una parola d’ordine elegante circolata sui social ‘scassam tutto’. E così si sono ritrovati – conclude – abbiamo avuto due arresti di spacciatori, mi auguro sia l’inizio di maggiori controlli del territorio perchè ad oggi c’è stata troppa tolleranza”

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