«De Luca incompatibile a governare la Regione»

Scritto da , 15 gennaio 2018
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«De Luca è incompatibile a governare la Regione Campania». A dirlo, senza mezzi termini, gli attivisti salernitani del gruppo J.J. Rousseau che, al numero uno di Palazzo Santa Lucia, contestano la sussistenza di un evidente conflitto di interessi tra la sua carica regionale e del carica del secondogenito Roberto, assessore al bilancio del Comune di Salerno guidato dal sindaco Enzo Napoli. Secondo il gruppo Rousseau, infatti, in base a specifici principi costituzionali sussiste una causa di incompatibilità, in caso di conflitto tra le funzioni svolte dal Presidente della giunta suscettibile, anche in relazione a peculiari condizioni delle regioni, di compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione ovvero il libero espletamento della carica elettiva. «Sono evidenti le violazioni dei principi costituzionali, in primis dell’articolo 97, in base al quale la pubblica amministrazione agisce in ossequio dei principi di buon andamento ed imparzialità dell’azione amministrativa», dicono gli attivisti salernitani.  «Certamente, il presidente della Regione non può agire in maniera imparziale nei confronti del proprio figlio assessore del Comune di Salerno, soprattutto in considerazione della gestione del bilancio comunale disastrato, a causa di una gestione amministrativa comunale dedita solo alla propaganda politica e non all’interesse pubblico dei cittadini. Ancora, il presidente non può espletare liberamente la carica presidenziale allorquando si tratti di procedimenti riguardanti il Comune di Salerno, nel quale il figlio è assessore al bilancio», dicono ancora. Per il gruppo Rousseau, sarebbero noti a tutti i cittadini campani gli interventi economici a favore del Comune di Salerno, per tentare di sanare il bilancio fallimentare. «Non possiamo più consentire che una carica fondamentale come quella di De Luca venga esercitata in maniera non libera e non imparziale. La messa in mora nei confronti del Governatore è un atto dovuto, affermano gli attivisti, perché De Luca si deve assumere le proprie responsabilità, sia amministrative, contabili e penali, dall’esercizio di una carica in evidente conflitto di interessi e quindi in condizione di incompatibilità. Il problema sarà ancor più grave nel caso di una candidatura parlamentare del figlio primogenito». I pentastellati del Rousseau, vantano nel proprio gruppo la presenza dell’avvocato Agosto, noto per aver conseguito in sede giudiziaria la decadenza della carica di sindaco di Salerno di de Luca e per aver difeso il Movimento 5 Stelle dinanzi alla Corte costituzionale per l’applicazione della legge Severino, sempre contro De Luca. «Le questioni giuridiche che riguardano De Luca, sono sempre particolari ed innovative, perché la sua strategia si basa sul fatto compiuto. Alla fine la Giustizia fa sempre il suo corso; ormai è un dato acclarato. Da un punto di vista professionale sono ben lieto di affrontarle e di vincerle, nell’interesse della Giustizia e della Legalità. Da un punto di vista di cittadino sono indignato perché non è concepibile che un sistema ultraventennale, senza eguali in Italia, si tenti a tutti i costi di tramandarlo a ben due figli. I cittadini liberi hanno il dovere di impedirlo! Le Istituzione costituzionali, amministrative e giudiziarie, si dovranno assumere le proprie responsabilità anche sulla ennesima vicenda giudiziaria deluchiana. Nel caso in cui nei trenta giorni dalla messa in mora, il presidente non eserciterà la sua opzione per rimuovere la causa di incompatibilità, sarà attivato la specifica azione giudiziaria, nell’interesse della collettività», hanno dichiarato ancora.

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