De Luca, il governo ombra e il muro del Pd regionale

Scritto da , 15 marzo 2014
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di Andrea Pellegrino

Se fosse stato per De Luca nel governo ombra di Gianfranco Rotondi ci sarebbe rimasto. Solo che, raccontano fonti romane, ci sarebbe stata una telefonata di Matteo Renzi a farlo desistere. Infatti, orologio alla mano, dall’annuncio di Rotondi alle “dimissioni” sono trascorse diverse ore. Il tempo di contrattare direttamente con il premier Renzi. Appresa la notizia del coinvolgimento di De Luca al governo ombra targato Forza Italia, Matteo Renzi in persona, raccontano, avrebbe chiamato il sindaco di Salerno, per chiedergli di rinunciare all’incarico ed evitare spaccature nel Pd. Da qui la decisione dell’ex viceministro dell’esecutivo Letta di declinare l’offerta di Rotondi. Comunicata poi sulla sua bacheca Facebook: ”Ringrazio Rotondi per il gesto di cortesia. Si tratta, come e’ evidente, di una provocazione. Resto impegnato a sostenere lo sforzo del governo”. Una mezza giornata quasi surreale, con chi già si sfregava le mani nel vedere De Luca cadere nella trappola forzista. Ormai nel Partito democratico napoletano sembra che il sindaco di Salerno sia ormai stretto tra più fronti. Una figura ormai ingombrante, a tal punto da far rinviare per la seconda volta l’assemblea regionale del Pd, in programma ieri e slittata a data da destinarsi. Il motivo? La presenza di Mastursi nella segreteria regionale, nonché i posti da suddividere nella nascente direzione regionale. Insomma l’area moderata democrat, sostenuta naturalmente anche dal deputato scafatese Guglielmo Vaccaro vorrebbe ridurre al minimo i posti destinati ai deluchiani. Così sul tavolo della Tartaglione ci sarebbe una bella matassa da sbrogliare. Sul tavolo, detto in soldoni, ci sarebbe la richiesta di rimodulazione della segreteria regionale che giungerebbe direttamente dall’ex segretario provinciale di Napoli Cimmino: un posto di vicesegretario ed il coordinamento della segreteria. Oltre che numeri importanti in direzione. Un barriera alta contro De Luca che segna anche la debolezza della sua nuova strategia, che in vista dell’Europee vedrebbe un sostegno ad Andrea Cozzolino, rinunciando così ad una candidatura targata Salerno. Ad oggi a pesare violentemente sulla già compromessa posizione politica di Vincenzo De Luca ci sarebbe anche la battaglia contro la delibera ragionale sull’accelerazione della spesa, il cui ricorso presentato dal Comune di Salerno metterebbe a rischio i fondi destinati ai comuni al di sotto dei 50mila abitanti. Questa mattina a Palazzo di Città De Luca incontrerà, dopo le polemiche aspre delle settimane scorse, i sindaci dei piccoli comuni per un chiarimento, seppur pare che la tensione resti alta. Si dice che durante un recente incontro con gli amministratori cilentani lo scontro sia stato abbastanza acceso. L’unico a difendere De Luca pare sia stato Stefano Pisani, primo cittadino di Pollica che mirerebbe dritto alla presidenza del Parco del Cilento. E si sa che in guerra e in amore tutto è consentito.

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