Dante e Vincenzo Zurlo massacrati in carcere. In dieci finiscono a processo

Scritto da , 30 ottobre 2018
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di Pina Ferro

Massacrarono di botte Dante e Vincenzo Zullo all’interno del carcere di Fuorni, in dieci a processo. Dinanzi ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Salerno compariranno anche le due vittime dell’aggressione, accusati di favoreggiamento. Ieri il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno Ubaldo Perrotta ha rinviato a giudizio oltre a Dante e Vincenzo Zullo (padre e figlio di Cava de’ Tirreni) anche: Sergio Rainone e Francesco Sessa entrambi salernitani ed i detenuti napoletani Raffaele Guida, Vincenzo Mazzarella, Roberto Dell’Annunziata, Antonio De Vita, Vincenzo Santillo, e Domenico Russo. I fatti risalgono alla notte di Natale dello scorso anno. A seguito di una discussione i detenuti napoletani, unitamente ai due salernitani aggredirono e picchiarono Dante e Vincenzo Zullo. In particolare, Vincenzo Zullo fu colpito più volte al volto, riportando la frattura dello zigomo e di alcune costole oltre a numerose ecchimosi e piccole emorragie. Soccorso Vincenzo Zullo fu trasportato in ospedale dove rimase ricoverato per ben 17 giorni e successivamente trasferito presso un’altra struttura di pena.
Oscuri i motivi alla base dell’aggressione che avvenne la notte di Natale. In tale occasione le celle erano state lasciate aperte, come previsto in giorni di festa particolari. Il Gip del Tribunale di Salerno ha rinviato a giudizio anche le vittime dell’aggressione con l’accusa di favoreggiamento. In pratica, Vincenzo Zullo, dopo essere stato colpito più volte, coprì i suoi aggressori, riferendo agli agenti della Penitenziaria, di essere stato attinto da un solo schiaffo all’occhio senza indicare gli autori del gesto e riferendo una versione dei fatti incompatibile con le lesioni riportate. Dante Zullo, invece, riferì di essere caduto accidentalmente nella cella di detenzione procurandosi quelle gravissime lesioni. Entrambi i detenuti tentarono di coprire i responsabili dell’aggressione e per questo ora affronteranno il processo. Padre e figlio furono arrestati a seguito di un ‘operazione che portò alla luce una rete di usura ed estorsioni nella cittadina metelliana.

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