Daniel Oren ri-comincia dall’ Arena del Mare

Scritto da , 12 Luglio 2020
image_pdfimage_print

Grande attesa per stasera quando i riflettori si accenderanno su Daniel Oren e la “nostra” Orchestra Filarmonica “G.Verdi”, con la passione in musica, la quinta sinfonia di Ludwig Van Beethoven, la prima e la quinta delle danze ungheresi di Johannes Brahms e l’ouverture Romeo e Juliet di Cajkovskij

Di OLGA CHIEFFI

E’ come mettersi un “leone” in casa proporre la V sinfonia in Do minore op.67 di Ludwig Van Beethoven, scrive Giorgio Pestelli, tale è la violenza con cui ci sommerge, la tensione continua che ci impone nel suo corso travolgente. Daniel Oren ricomincerà stasera, alle ore 21, all’Arena del Mare di Salerno, alla testa della “sua” Filarmonica Salernitana “G.Verdi” con la sinfonia più “beethoveniana” di tutte. Se, infatti, una dialettica di opposti può dar luogo ad un’azione, come l’Eroica, la V sinfonia dà luogo ad un dramma, a un conflitto ravvicinato di moti affettivi. E’ la sinfonia col tema-proverbio, su cui si discute come eseguirlo dalla sua nascita, come i tre accordi iniziali della sinfonia de’ “La forza del Destino” di Giuseppe Verdi. Entrambe le pagine hanno qualcosa di intimidatorio, ti mettono con le spalle al muro e ricordano il “Voglio afferrare il destino alla gola”, la frase-simbolo del temperamento morale beethoveniano, scritta a Wegeler durante la crisi dell’autunno 1801. Un’opera simbolo che ci farà riflettere sui lutti di quest’anno, ma pronti a risollevare testa e animo: “Nulla può essere più semplice – afferma Hoffman- della frase principale del primo allegro, consistente di due sole battute, che dapprima nell’unisono non dà all’uditore nemmeno un tono determinato.” Questo tema costituisce il principio unitario su cui si fonda l’intera sinfonia, in quanto appare mascherato in alcuni passi del secondo movimento, Andante con moto, formalmente un tema e variazioni interrotte, quest’ultime, da fanfare degli ottoni, e ritorna nello Scherzo (Allegro) in tutta la sua forza, quando, affidato ai corni, dà origine ad una nuova idea tematica che alla fine del movimento introduce il quarto direttamente legato al precedente da una fase di transizione. Quest’ultimo movimento, Allegro, sempre più allegro, Presto, nell’incalzare del ritmo, costituisce una vera e propria apoteosi resa da una costruzione grandiosa di grande effetto. La parte centrale del programma sarà dedicata all’esecuzione di due danze ungheresi di Johannes Brahms la I in sol minore una delle più popolari per il suo lirismo impetuoso con il tema principale che si ispira alla Isteni Czardas di Gyorgy Sarkosy, che come tutte le czarde è prima lenta e malinconica per poi diventare scattante e gioiosa, e la V, celeberrima, dal carattere rapsodico, per la quale si ispirò al Bartfai Emlék, ovvero il Ricordo di Bartfai del compositore ungherese Kéler Béla, dall’orchestrazione semplice e immediata. Il tema dell’infelice amore tra le due eroine shakaspeariane non poteva non travolgere la sensibilità di Pietr Il’ic Cajkovskij che creò una delle pagine più intense del sinfonismo tardoromantico, l’ouverture-fantasia Romeo e Juliet. Gli elementi tematici principali sono legati alla figura di Padre Lorenzo ( lo splendido corale che apre l’Ouverture), alla rivalità tra Capuleti e Montecchi ( un tema secco e perentorio la cui orchestrazione prevede ad un certo punto la comparsa dei piatti, a sottolineare l’incrocio delle spade) e lo struggente tema d’amore di Romeo e Giulietta , “dolce ma sensibile” come recita l’indicazione espressiva della partitura, che fluttua in varie tonalità fino a consumarsi nell’estenuata e sublime apparizione finale, nella coda, sospesa in un etereo si maggiore scandito da liquidi arpeggi dell’arpa. Una morte voluttuosa, quella degli amanti, certificata dal drammatico epilogo affidato a un estremo ritorno del tema principale, che sembra piombare sul corpo esanime dei due infelici rampolli come una pietra tombale. La realtà, avrà sempre la meglio sul sogno d’amore, sublimandolo. Ma l’estate della Filarmonica che sarà in tour anche a Caserta, continuerà il 22 agosto nell’atrio del Duomo di Salerno con le gemme della letteratura lirica e il 31 agosto con arie della tradizione partenopea, il 25 agosto incontrerà il violoncello di Kian Soltani, mentre il 29 il violini virtuoso di Vadim Repin.

 

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->