Da Salerno all’Africa la sfida de Il Planetario

Scritto da , 10 Luglio 2013
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«Altro che terzo mondo. Il continente africano è la “nuova America” per chi ha saputo seminare. Chi è andato in Africa solo per fare “i bagni” torna a mani vuote. Si può fare molto e ottenere moltissimo, bisogna solo avere la capacità di gestire la situazione, di comprendere anche la delicatezza del territorio». La salernitana Angela Scanga (nella foto) lavora con il centro servizi “Il Planetario”, giovane realtà aziendale salernitana che nasce per fornire supporto ai cittadini e alle aziende italiane con servizi ad alto valore aggiunto sul piano dell’internazionalizzazione. L’anima del centro è Fortunata Ciaparrone, che è anche direttore generale di Sesco, società con sede a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. «Grazie alla sua capacità – ci racconta Angela Scanga – la Ciaparrone è diventata vicepresidente della Camera di Commercio della Repubblica del Congo e del Togo». Pochi giorni fa dalla partnership tra il Planetario e Sesco è stata completata a Brazzaville una infrastruttura pubblica destinata alla funzione di sala mortuaria. Si tratta di un’opera fondamentale per la realtà africana, anche in considerazione delle condizioni igienico sanitarie in cui versano i luoghi. L’opera nasce dalla sinergia con la Di.Can.Cem., la Sipi Ingegneria e la Cmd, Impresa generale di costruzioni edili e metalliche, tutte realtà salernitane. «Si tratta di una vera impresa – spiega Angela Scanga – perché siamo riusciti a rispettare i tempi di consegna (sette mesi, ndr) e la qualità dell’opera, mantenendo la promessa formulata nella cerimonia di posa della prima pietra. Gli investimenti sono fatti con grande attenzione in un territorio difficile, teatro di guerra e dove pratiche come il cannibalismo sono ancora “all’ordine del giorno”. Realizzare una struttura del genere in una realtà dove le superstizioni ti fanno abbandonare i bambini morti lungo la strada è una grande impresa». C’è una Salerno che guarda all’internazionalizzazione con fiducia. «Con lungimiranza si possono ottenere grandi risultati – conclude Angela Scanga – e presto aggiungeremo altre opere: costruiremo anche un villaggio nell’area della “morgue” di Brazanville, tutto grazie alle nostre professionalità ed ai materiali, tutti provenienti dall’Italia».

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