Cutolo sepolto nel corso della notte Stesso destino del suo “nemico”Fabbrocino

Scritto da , 28 Febbraio 2021
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Il feretro di Raffaele Cutolo è arrivato poco dopo le 23,15 nel cimitero di Ottaviano, paese del boss della Nuova camorra organizzata, dove è stato sepolto, in nottata, subito dopo la benedizione. Quindi nessuna sepoltura questa mattinacome era trapelato in un primo momento. Ad attendere la bara, scortata dalle forze dell’ordine, c’erano la moglie Immacolata Iacone e la figlia Denyse, che si erano recate a Parma, dove è morto il boss detenuto in regime di 41 bis. Immacolata e la figlia sono state raggiunte nel cimitero dal fratello e la sorella di Cutolo, Pasquale e Rosetta, e da pochi altri parenti, per un totale di dodici persone ammesse alla benedizione del feretro. La strada che porta al camposanto è stata chiusa per motivi di ordine pubblico fino a questa mattina. Nello stesso cimitero è sepolto anche Mario Fabbrocino, boss dell’omonimo clan, e promotore della Nuova Famiglia, nata in contrapposizione alla Nco di Cutolo. Fabbrocino morì a 76 anni nel 2019 in un ospedale di Parma, dove era detenuto all’ergastolo, e fu sepolto poi ad Ottaviano. La Questura di Napoli, che ha vietato i funerali pubblici, ha disposto un massiccio servizio d’ordine, che esclude anche l’impiego della Polizia locale. Il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ha firmato un’ ordinanza di chiusura al traffico, dalla mezzanotte, di via Vecchia Sarno, la strada che conduce al cimitero,presidiata dalla Polizia. A benedire la salma del fondatore della Nco è stato il parroco della chiesa di San Michele, don Michele Napolitano, che da una decina d’ anni compie il suo ministero ad Ottaviano e non ha conosciuto il boss. Nella piccola cappella posta all’ ingresso del cimitero, che sorge fuori città, nei pressi della frazione di San Gennariello, possono entrare al massimo 20 persone. Ma gli ammessi alla breve cerimonia, senza celebrazione della Messa, erano molti in meno. Da Parma sono ripartite nel pomeriggio, insieme al feretro, scortato dalle forze dell’ ordine, la moglie di Cutolo, Immacolata Iacone, 53 anni, e la figlia Denyse, 13 anni, avuta con l’ inseminazione artificiale. Hanno potuto vedere la salma ieri mattina, prima dello svolgimento dell’ autopsia disposta dal sostituto procuratore Ignazio Vallardi, che si è svolta nell’ Istituto di Medicina legale dell’ Ospedale Maggiore di Parma. Ad Ottaviano, dove risiede ancora la sorella maggiore di Cutolo, Rosetta, di 84 anni, sono apparsi manifesti a lutto, firmati dai familiari, tra cui il fratello minore, Pasquale, in passato coinvolto in inchieste, ma in posizione defilata rispetto al clan. Il linguaggio dei manifesti è quello di rito, con una sgrammaticatura: “all’età di 79 anni serenamente – è scritto nel testo – si è spento la cara esistenza di Raffaele Cutolo, detto ‘e Monache” , un soprannome, questo, attribuito ai componenti della famiglia dell’ fondatore della Nco, e che apparteneva già al padre. “A causa dell’ emergenza Covid- aggiunge il manifesto – si dispensa dalle visite”. Un altro manifesto funebre è stato fatto affiggere dai nipoti. Un destino parallelo, accomuna fino alla morte Raffaele Cutolo al suo nemico Mario Fabbrocino, boss dell’ omonimo clan di San Giuseppe Vesuviano, ed esponente della “Nuova Famiglia” che fece uccidere nel 1990 a Tradate, in Lombardia, dove si trovava al soggiorno obbligato, l’ unico figlio del capo della Nco, Roberto, 28 anni, in un agguato che avrebbe coinvolto anche elementi della ‘ndrangheta calabrese. Fabbrocino, che aveva perso a propria volta un fratello 10 anni prima per mano di Cutolo, fu condannato all’ ergastolo, e mori” in carcere anche lui a Parma, nel 2019. Fu sepolto ad Ottaviano davanti a pochi intimi alle sei di mattina. I manifesti funebri apparvero a tumulazione avvenuta.

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