Cstp, Santocchio replica: «Nessun privilegio nell’applicazione della cassa integrazione»

Scritto da , 17 Gennaio 2013
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Criteri tecnico – organizzativi. Solo questo, a detta del presidente del Collegio dei liquidatori Mario Santocchio, alla base delle scelte dei vertici del Cstp di non applicare a tutte le figure professionali presenti in organico la cassa integrazione in deroga concessa dalla Regione Campania. Quello che si prospetta tra organizzazioni sindacali e azienda è proprio un muro contro muro. «Qui non si fanno figli e figliastri – afferma Mario Santocchio – Non ragioniamo per privilegi ma secondo chiare esigenze tecnico organizzative che non ci consentono di tirare dentro la cassa integrazione tutte i settori aziendali». Lo scopo di Santocchio è quello di trovare un punto di incontro con i rappresentanti delle sigle sindacali in merito ai criteri di applicazione della cassa integrazione, ma il compito si prospetta abbastanza arduo, in considerazione del fatto che proprio a margine dell’incontro alcuni dei segretari avevano fatto sapere di «non voler fare alcun passo indietro sulla questione».
E il presidente del collegio dei liquidatori prova a fare degli esempi: «A Vallo della Lucania ho un solo addetto all’esercizio. Se lo metto in cassa integrazione nessuno può svolgere le sue mansioni perché dovrei mandare lì un altro addetto all’esercizio che o la prenderebbe come una punizione o chiederebbe giustamente il pagamento della trasferta. Per quanto riguarda gli uffici, ad esempio, il settore ragioneria è sotto organico e quelli che ci sono non possono essere sostituiti, trattandosi di professionisti del settore. Voglio ricordare che la grande famiglia degli autisti è stata tenuta fuori dalla cassa integrazione che, comunque, è un provvedimento temporaneo».

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